1.200 euro ai fuori sede siciliani per restare

Andrea Missaglia

1.200 euro di contributo per ogni studente che resta in Sicilia e cambia Università. È questa la nuova iniziativa della Giunta Musumeci per “evitare”, passata l’epidemia, il rientro di molti studenti universitari al Nord. Il Decreto Rilancio ha stanziato fondi per la scuola e l’Università, ma oltre alle iniziative del Ministero dell’Università e della Ricerca, sono state messe in atto anche singole iniziative regionali (per esempio, il voucher da 250 euro per acquistare PC e tablet, voluto da LazioCampania), come quest’ultima della Sicilia.

1.200 euro: un conflitto universitario di interessi?

Inizialmente, la Regione Sicilia aveva stanziato un contributo pari a 400 euro erogato dall’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario (ERSU) palermitano. Inoltre, aveva sostenuto con un bonus affitti di 500 euro i fuori sede rimasti sull’isola. Successivamente, ha introdotto un ulteriore contributo di 800 euro, per gli studenti iscritti in un altro ateneo italiano o straniero (ISEE inferiore ai 23.500 euro). In riferimento a quest’ultima misura, hanno risposto in 10mila richiedendo il bonus da 800 euro. Un buon risultato, ma ridotto se rapportato al numero dei siciliani emigrati per studiare: 54mila

Così la Giunta Musumeci ha deciso di intervenire. Una manovra da 4 milioni destinerà 1.200 euro a ogni studente che deciderà di cambiare ateneo, rientrando in Sicilia nel prossimo anno accademico.  I fondi stanziati andranno agli atenei che in cambio potranno non far pagare le tasse universitarie. L’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, ha dichiarato che questa misura non ha alcun intento di limitare la scelta dello studente. Anzi, l’ha definita “una misura a favore delle famiglie che l’anno prossimo non potranno mantenere i loro figli fuori”.

Nonostante ciò, molti atenei del Centro-Nord non hanno apprezzato la scelta della Regione Sicilia. Infatti, dato il grande numero di studenti che potrebbero essere interessati a richiedere questo bonus, gli altri atenei potrebbero accusare delle perdite di iscritti. Il presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, ha però sottolineato come “la mobilità studentesca sia nazionale che internazionale è un valore e se cominciamo a stopparla o impedirla non facciamo un favore al sistema”. Ha inoltre ammesso che l’anno prossimo rischia di esserci un calo delle matricole. Perciò, ha invitato i ragazzi “a investire sulla qualità del loro studio e a scegliere la migliore università per la loro disciplina”. 

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