17 maggio, cosa prevede il ddl Zan

Elisa Belussi

Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Tematiche, quelle della ricorrenza odierna, che nelle ultime settimane hanno spesso coinvolto il dibattito pubblico. Diversi politici ed esponenti del mondo dello spettacolo si sono infatti espressi in merito al ddl Zan.

Ecco gli aspetti principali che la proposta di legge attuerà se approvata in Senato.

17 maggio, “Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia

Nell’Art. 7 del disegno di legge si parla del 17 maggio, data in cui verrebbe riconosciuta la Giornata nazionale contro l’omobitransfobia. Il provvedimento vuole promuovere “la cultura del rispetto e dell’inclusione”, al fine di contrastare pregiudizi, discriminazioni e violenze sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Nello stesso articolo viene anche specificata la volontà di introdurre nelle scuole, nel rispetto del piano formativo, attività finalizzate alla prevenzione delle discriminazioni.

Modifica agli articoli 604-bis e 604-ter del Codice Penale

La proposta di legge andrebbe a modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del Codice Penale, aggiungendo alle aggravanti per istigazione e incitamento alla discriminazione razziale, etnica e religiosa, quelle fondate “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, come specificato negli Art. 2 e 3.

La pena prevista per i reati d’istigazione e incitamento all’odio varia da una multa fino a 6000 euro o il carcere fino a un anno e sei mesi per la discriminazione. La reclusione si estende da sei mesi a quattro anni esclusivamente in caso di violenza effettiva o istigazione.

Un tweet di Alessandro Zan, promotore della legge, in merito al 17 maggio.

Il dibattito sulla libertà di espressione

Dopo le accuse avanzate dal centrodestra sul reato d’opinione, l’articolo 4 del ddl Zan va a precisare attraverso la “clausola salva idee” la tutela della libertà di espressione.

La punibilità per il reato, come specificato, scatterà nel caso in cui l’opinione istighi effettivamente alla violenza o alla discriminazione.

Lo stanziamento di 4 milioni di euro all’anno per i centri antiviolenza

Un altro punto fondamentale è lo stanziamento annuale di 4 milioni di euro per sostenere i centri contro le discriminazioni.

I centri presteranno assistenza sanitaria, psicologica e legale. Accoglieranno anche le vittime dei reati di violenza omobitransfobica, offrendo vitto e alloggio alle persone più fragili.

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