#20e30, le richieste dei giovani alla classe politica

Maria Laura Campolo

Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. Questa è la generazione dei ventenni e trentenni riunita nell’iniziativa social #20e30 nata per costruire un ponte di dialogo con la classe politica. Quest’ultima, infatti, è oggi accusata di essere distante dalle nuove generazioni e incapace di cogliere le loro istanze. Dall’altro lato, le nuove generazioni vengono ritratte come distaccate e pigre dalla partecipazione alla vita politica del paese. Ma è davvero così?

University Network ha incontrato i garanti dell’iniziativa per conoscere le loro motivazioni e gli sviluppi futuri.

Ad opera di chi e come è cresciuta questa iniziativa e qual è il significato #20e30?

20e30 è una iniziativa nata dall’appello sui social di un trentenne, Lorenzo Pavanello, rivolto alla classe politica, in cui è stato chiesto di non trascurare le nostre generazioni, ovvero 20- 30enni. Proprio da qui il nome dell’iniziativa, che è diventata subito virale, con oltre 5.000 richieste di istanze arrivate e copertura social con più di 10 milioni di utenti. Da diverso tempo ormai rappresentiamo un target marginale per la politica. Infatti, anche per via della previsione che alle prossime elezioni del 25 Settembre per ogni votante under 35 ci potrebbero essere 3 over 55.  Abbiamo quindi deciso di lanciare una sfida ai partiti chiedendo loro se vogliono impegnarsi ad inserire proposte concrete e realizzabili per i giovani nei loro programmi elettorali. Se vogliono il nostro voto, chiediamo di confrontarsi con noi in questa fase pre-elettorale sulle proposte per la nostra generazione.

Come si partecipa?

In una prima fase, per aderire è stato sufficiente che i partiti pubblicassero un post sulla pagina social ufficiale del Partito dicendo di accettare la sfida #20e30. La prima adesione è arrivata dal Movimento 5 Stelle, Radicali e Volt. I giorni successivi sono arrivate quelle del PD, Azione, Più Europa, Sinistra Italiana, Europa Verde, Articolo Uno, Italia Viva, Forza Italia e i Moderati. Mancano ancora Lega e FdI con cui abbiamo preso contatti e a cui rinnoviamo il nostro invito a confrontarsi con noi e raccontarci cosa intendono mettere in campo per la nostra generazione. Ovviamente non finisce qui. Dal 12 settembre, sulla nostra pagina Instagram, 20e30, avrà inizio un fitto programma di dirette in cui ci confronteremo con i rappresentanti delle forze politiche che hanno colto la nostra sfida. Chiederemo quindi di spiegarci le proposte per le nostre generazioni in un confronto aperto e trasparente.

Oltre i social avete pensato di portare offline questa attività, magari anche post-elezioni?

Sicuramente faremo delle iniziative offline, ci stiamo infatti strutturando anche per fase post-elettorale, non esaurendosi il progetto. Adesso la concentrazione è tutta sulle elezioni, per fornire un’informazione chiara e certificata, per convincere i giovani a votare per incidere sulle agende politiche e per essere dei garanti per le nostre generazioni. La certezza post-elezioni è che le iniziative saranno quindi finalizzate ad arricchire il dibattito e generare massa critica per tenere alta l’attenzione sulle esigenze della generazione delle persone tra i 20-30 e tra 30-40 anni, ma senza forme di protesta o manifestazione di piazza, bensì con forme costruttive di dialogo. Diamo fiducia alla politica, non andiamo contro il sistema ma dialoghiamo con loro.

Quali sono le richieste avanzate in ambito universitario?

Ad esempio, per i fuorisede sono stati proposti sostegni economici e alla residenzialità. Altri partiti hanno sottolineato l’importanza dell’insegnamento delle materie STEM. C’è poi chi ha parlato di finanziamenti all’intero sistema e chi di investimenti nelle infrastrutture. Insomma, le proposte ci sono, il nostro invito è quello di confrontarle e decidere ciascuno, secondo la propria ideologia, quali sono quelle più efficaci. Sulla pagina Instagram è possibile trovare le proposte dei partiti rivolte alle nostre generazioni sono suddivise in cinque macro-categorie: lavoro e politiche sociali, istruzione e capitale umano, ambiente, energia e transizione digitale, diritti social e civili, welfare.

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