4EU+: sei Università europee, una visione comune

Greta Maggi

4EU+, il primo progetto di integrazione e cooperazione tra 6 Università europee, diventa un’associazione. Nata a giugno 2019, la 4EU+ Alliance è destinata a creare la prima vera e propria community universitaria europea.

Difatti ne fanno parte Università pubbliche d’eccellenza, multidisciplinari e orientate alla ricerca: l’Università degli studi di Milano, la Sorbonne Université di Parigi, Charles University di Praga e le Università di Copenaghen, Heidelberg e Varsavia. I dettagli del progetto li abbiamo scoperti intervistando parte del team di 4EU+. Antonella Baldi, pro rettore all’internazionalizzazione, Paola Coletti, project officer a capo del team 4EU+ ed Elena Del Giorgio, che coordina la parte di ricerca. 

Com’è nato il progetto 4EU+ e in cosa consiste? 

La presentazione del progetto 4EU+ è avvenuta a novembre 2018, e ne ho fin da subito seguito tutte le fasi. Con circa 287 mila studenti, e 50 mila tra docenti, tecnici e amministrativi, l’obiettivo di 4EU+ è proprio quello di istituire un sistema universitario incentrato sullo sviluppo di una struttura comune per la didattica e la ricerca, l’aumento della mobilità internazionale con il programma Erasmus+ e un equilibrio europeo tra gli atenei che ne fanno parte. Le sei Università partner hanno fin da subito identificato quattro aree di grande forza, chiamate flagship, intorno alle quali sviluppare il progetto” racconta la Prof.ssa Baldi.

La Prof.ssa Coletti, invece, spiega: “Io mi occupo della parte di education del progetto, con il mio team svolgiamo attività in stretto raccordo con gli uffici delle altre Università partner per riuscire a raggiungere una cooperazione europea in ambito accademico. Siamo coinvolti infatti in circa 40 tavoli di lavoro, ai quali gli studenti possono presentare i loro progetti“.

Nell’Associazione, io sono la policy officer del progetto Train 4EU+, dedicato al supporto alle alleanze rispetto alle dimensioni della ricerca e innovazione” aggiunge la Prof.ssa Del Giorgio. “Le parlo di sviluppo perché la Commissione Europea ha finanziato in un secondo momento un progetto che andava a supportare la parte di ricerca e innovazione. Chiaramente, l’auspicio è che diventino attività di ricerca vere e proprie“.

L’obiettivo, quindi, è di creare un sistema universitario integrato, incentrato sulla qualità e l’innovazione nell’insegnamento, con un focus su 4 temi chiave, i 4 flagship del progetto. Cosa sono?

Possiamo definire le 4 flagship come i massimo comune denominatore del progetto 4EU+”, spiega la Prof.ssa Baldi.

“Il campo della prima flagship è la salute. Tutte le 6 università partner, infatti, hanno forti facoltà di medicina nel territorio. La seconda flagship è legata all’Europa in un mondo che cambia, quindi tutto quello che è l’aspetto politico, sociale ed economico, ma anche umanistico. Ritengo che il multilinguismo sia oggigiorno non solo importante, ma essenziale, e per 4EU+ la cultura dei linguaggi è un tassello fondamentale. La terza flagship riguarda information science, più nello specifico come queste scienze impattano la società, intelligenza artificiale ad esempio, computer science e di data management, che rappresentano ormai una grande base di trasformazione, sia dell’Università che della società. Mentre la quarta flagship si incentra sulla sostenibilità, lo sviluppo sostenibile, la biodiversità e le tematiche che fanno parte dell’agenda dell’Europa“.

La Prof.ssa Del Giorgio conferma quanto detto: “Il concetto di 4 flagship nasce dentro un’ottica di lungo periodo e l’idea di lavorare insieme, parallelamente, sia su didattica che ricerca“.

Quali sono i vantaggi concreti per gli studenti? Quella che avete creato è una vera e propria base per la creazione di una community di universitari europea?

Certo, si è creato uno student committee, dove gli studenti interagiscono tra loro, parlano con le rappresentanze delle sei Università, costituendo dei tavoli di confronto. È in queste occasioni che gli studi presentano i loro progetti e hanno la possibilità di prendere parte a un grande percorso formativo” spiega la Prof.ssa Coletti.

C’è una scadenza per la presentazione del prossimo progetto?

A maggio si svolgerà un ciclo di incontri sui Migration Days, per promuovere una riflessione approfondita e stimolare un dibattito sulle molteplici implicazioni e il futuro delle migrazioni“.
L’Università di Milano, insieme ad altre Università partner, organizza una settimana di attività didattiche sul tema tra il 17 e il 22 maggio 2021. Tutti i bandi per altri progetti sono presenti sul sito Unimi.

Abbiamo quindi parlato di un nuovo legame tra ricerca e formazione che coinvolge un numero di studenti, ricercatori e docenti mai visto prima d’ora. Riusciranno gli studenti coinvolti ad avvicinarsi alle esigenze del mondo del lavoro grazie a ciò?

 La Prof.ssa Baldi, senza esitare, afferma: “Sì, è proprio per questo motivo che sono fondamentali i 23 partner associati al progetto. Questi ultimi forniscono confronti dal punto di vista professionale, e fa parte di 4EU+ avere un rapporto consolidato con gli stakeholders. L’advisory board è costituito da rappresentanti dei partner che forniscono opinioni e input professionali. Lo scopo ultimo del progetto è infatti rendere più competitivi in campo internazionale gli studenti. In campo professionale c’è bisogno di soft skills, e tra queste la capacità di muoversi in un contesto multiculturale e multinazionale rappresenta un valore aggiunto”. 

Capiamo le esigenze del lavoro e cerchiamo di rafforzare le soft skills degli studenti, anche tramite corsi di qualità di tutti i partner, a libero accesso dei ragazzi. Si amplia così notevolmente l’offerta formativa dell’ateneo con corsi e strumenti inclusivi, che aiuteranno gli studenti ad essere più competitivi nel mondo del lavoro” aggiunge la Prof.ssa Coletti.

Un’ultima curiosità prima di lasciarci. Come descrivereste con una sola parola 4EU+?

Università del futuro”, dichiara la Dott.ssa Baldi. “Una sfida”, sostiene la Dott.ssa Coletti “di quelle positive, di forte crescita“.

Una sfida per un’Università europea del futuro, con solide basi per una visione europea di cooperazione e arricchimento reciproco.

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