Affitti: la problematica dei fuori sede

Marta Buiatti

Questo articolo è in collaborazione con Veronica Toppi.

Si sta molto discutendo circa le difficoltà a cui molti studenti universitari vanno incontro in questo periodo. In primis per la questione degli affitti. Il lockdown sta durando più del previsto e, se all’inizio pagare l’affitto poteva non essere un problema, ora inizia ad essere più pesante da gestire. L’emergenza sanitaria e la decisione di chiudere tutto per cercare di arginare il problema ha comportato degli effetti collaterali inevitabili.

Tra le varie problematiche del momento la situazione degli studenti universitari è passata in secondo piano e tuttora le questioni devono ancora definirsi. Gli studenti universitari fuori sede, essendo tornati a casa dalla propria famiglia, ora devono pagare l’affitto delle loro abitazioni anche se non sanno quando potranno tornarci. Tra chi non sa quando e se tornerà nella propria città universitaria e deve continuare a pagare una stanza vuota, e chi fa fatica a pagare la mensilità dovuta al proprietario perché è stato più duramente colpito dalla crisi. Tutti gli studenti chiedono di essere aiutati e supportati in questa situazione, che purtroppo non risparmia nessuno.

Come si sta agendo nel concreto

Come ci è stato dichiarato dal Presidente del CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) Luigi Leone Chiapparino, la situazione nazionale, anche se non è tra le più rassicuranti, si sta mobilitando. Alcune regioni, tra cui: Toscana, Umbria, Lazio ed Emilia Romagna, hanno previsto delle forme di sussidio per gli affitti degli studenti. Le modalità cambiano a seconda della regione ma, indistintamente, gli studenti fuori sede potranno beneficiarne.

Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha portato avanti la richiesta di stanziamenti con il documento del 25 marzo, oltre ad altri emendamenti che, anche se non sono passati nel DPCM che da il via alla Fase 2, si spera saranno argomento dei futuri Decreti.

“L’UDU (Unione Degli Universitari) ha inoltre avanzato una proposta di investimento sugli affitti insieme a SUNIA (Sindacato Degli Inquilini della CGIL)” afferma il Presidente del CNSU. Organizzazioni studentesche, sindacati, CNSU,  Regioni e Parlamento premono sul governo riguardo queste tematiche.

Ad oggi non si hanno certezze effettive, ma la pressione su questi argomenti è estremamente alta, e questo aumenta le probabilità di riuscita. Allo stato attuale non resta che beneficiare dei sussidi, per coloro che studiano nelle regioni sopra elencate. Al contrario per coloro che ancora si trovano in una situazione di incertezza, l’opzione migliore è quella di rivolgersi al proprietario di casa per raggiungere un accordo.

Ma come mediare con i proprietari?

In attesa di provvedimenti governativi più specifici questa è forse la domanda più comune che ci si pone. Lasciamo ora la parola agli studenti fuori sede che abbiamo deciso di intervistare. Studenti che si sono trovati ad affrontare questa situazione d’emergenza in prima persona, e che ci fanno capire da vicino come stanno affrontando il problema degli affitti. Pur guardando situazioni diverse, tutti confermano un unico volere: venirsi incontro e trovare un compromesso per non gravare ulteriormente sulle spese d’affitto, in un periodo già difficile da affrontare psicologicamente.

JASMINE, 21 anni risiede in un convitto di suore a Brescia

“Questo semestre avrei dovuto pagare due rette, le quali avrebbero compreso i primi sei mesi dell’anno. La Madre superiora, nonostante le difficoltà che ci hanno impedito di trascorrere febbraio al convitto, inizialmente sembrava irremovibile e convinta a farci pagare la retta completa. Dopo esserci confrontati, tuttavia, si è dimostrata aperta a venire incontro alle nostre richieste e ha deciso di dimezzare la quota. Ha anche aggiunto che, qualora non avessimo avuto ora disponibilità economiche sufficienti, avrebbe tolto la rata dall’acconto dato a inizio anno. A tutti è sembrata la soluzione migliore.”

ALICE, 20 anni studente fuori sede a Milano

“Inizialmente ero indecisa se parlare o meno con il proprietario, non avendo avuto nessuna comunicazione ufficiale da parte del Governo in merito alla questione degli affitti. Poi, il 22 marzo, lui stesso ha mandato un messaggio a me e alle mie coinquiline, dimostrando disponibilità e comprensione. Ha deciso di dimezzare l’affitto del mese di aprile, e ultimamente ha confermato questa decisione anche per la mensilità di maggio, indipendentemente se stessimo usando la casa o meno. Tutte e tre abbiamo molto apprezzato il gesto umano e solidale, che ci ha aiutato in questo momento complicato.”

LUCA, 21 anni studente fuori sede a Padova

“Ho provato a chiamare il proprietario dell’appartamento per parlare riguardo il prezzo dell’affitto di marzo. Essendo stato impossibilitato a tornare a Padova a causa dell’emergenza, avrei voluto chiedergli una riduzione. I primi giorni non si è fatto sentire, non rispondendo né a messaggi né a chiamate. Mi ha contattato solo il giorno stesso del pagamento, affermando, per il momento, di non poter concedere alcuno sconto sul totale dell’affitto ancora da pagare.”

Le fotografie sono state gentilmente fornite dagli intervistati.

Lascia un commento

Scarica orala nostra Guida