Afghanistan: sotto il sole per il test d’ingresso

Veronica Toppi

Daykundi, provincia dell’Afghanistan: centinaia di ragazzi e ragazze a terra sotto il sole per sostenere il test d’ingresso all’Università. La fotografia condivisa da Afghanistan The Beautiful sta facendo il giro del web ed è simbolo di speranza e riscatto per un paese che si trova continuamente in difficili situazioni politiche ed economiche.

Quest’anno con 210.000 diplomati si stimano circa 147.000 nuovi studenti ammessi all’Università. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha messo tutti a dura prova, specie i paesi più poveri come l’Afghanistan. In assenza di strutture adeguate, si è deciso di far svolgere i test d’ingresso all’aperto in campi sportivi o caserme, seduti a terra senza alcun appoggio di supporto.

Le modalità del test d’ingresso

Secondo il monitoraggio della Johns Hopkins University in Afghanistan al momento si registrano quasi 36mila casi di Coronavirus e 1.225 vittime. Nonostante le difficoltà, è evidente l’impegno dei ragazzi sotto il sole cocente, con carta e penna senza neanche un banco su cui appoggiarsi. Distanziati l’uno dall’altro, sono pronti per sostenere il test d’ingresso. Al momento sono 17 le province che hanno già svolto il test su 34 complessive: è il ministro dell’istruzione ad aver dichiarato che i test si svolgeranno all’aperto in quattro turni almeno fino a metà agosto.

Donne afghane intente a svolgere il test d’ingresso per l’università

La lotta per il diritto allo studio

Spicca la quantità di ragazze in fila per sostenere il test, elemento positivo e non sottovalutabile, nonostante le contraddizioni.

È la fotografia di una ragazza che tiene in braccio il suo bambino a mettere in risalto le condizioni delle donne in questo e molti altri Paesi del mondo.

Le donne sono spesso costrette a scegliere tra famiglia e istruzione, oppure a trovare compromessi che andranno a incidere fortemente sul loro futuro.

Queste immagini rendono protagonisti la moltitudine di ragazzi in lotta per un unico grande diritto: quello allo studio. E allora la determinazione e la forza di volontà di ognuno di loro è simbolo di una protesta silenziosa che nulla ha a che fare con “la spiaggia degli esami”, come superficialmente è stata definita dai media.

L’Afghanistan, per definizione geografica, non ha spiagge. Nel Paese si auspica a una rivoluzione che parta dalla cultura, al fine di migliorare la condizione dell’intero Stato, dilaniato da guerre e povertà. Queste immagini sono encomiabili e non devono passare inosservate, né tanto meno venir male interpretate.

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