Alens XR, un laboratorio virtuale a domicilio

Fiorella Verde

Seguire le lezioni teoriche a distanza in tempi di Covid è difficile per molti studenti. Lo è ancora di più per gli insegnamenti che prevedono delle attività in laboratorio.

La soluzione al problema dell’inaccessibilità delle strutture la suggeriscono quattro ragazzi italiani che hanno creato Alens XR, la startup che porta un laboratorio virtuale nelle case degli studenti.

Cos’è Alens XR?

Alens XR è il nome della startup creata lo scorso anno da Francesco Loiola, Alberto Zavattoni, Pierlorenzo Peruzzo e Simone Zamparini.

Tre di loro studiano in California, mentre Alberto è ricercatore in un’azienda Svizzera che sviluppa test diagnostici. Insieme hanno trovato un modo per rendere accessibili i laboratori delle Università dalle case degli studenti.

Dagli Stati Uniti all’Italia

«Siamo un team di ragazzi molto giovani che ha a che fare con tecnologie complicate e costose» ha affermato Francesco Loiola a University Network.

«Abbiamo scelto di fondare la Alens XR a Los Angeles e non in Italia principalmente perché in America i professori ci trattano come loro pari, come se fossimo già un’azienda importante, a dispetto della nostra età».

La piacevole sorpresa, ha detto poi Loiola, è stata trovare feedback positivi anche in Italia.

Com’è nata l’idea della Start up?

«Potremmo dire che Alens XR è nata una sera dello scorso marzo, da un messaggio di un amico» ha risposto Zavattoni.

«Sapeva dei miei lavori pregressi con la realtà virtuale e mi ha coinvolto nell’idea di combinare la nostra tecnologia e quindi la capacità di sviluppare software per la realtà virtuale, con la necessità di dare un contributo alla lotta al Coronavirus e contemporaneamente alla didattica».

Come funziona il laboratorio virtuale?

Come ha spiegato Alberto Zavattoni, il primo laboratorio per la sperimentazione con la realtà virtuale è proprio quello di biologia dell’Università di Varese. Per “entrare” è sufficiente indossare il visore, poi sarà possibile fare tutto quello che si fa in un laboratorio normale. Si potrà camminare, afferrare oggetti o aprire gli sportelli direttamente dalla propria casa.

Dal profilo YouTube di Alens XR, un video in cui viene mostrato il funzionamento del laboratorio virtuale

«Ci siamo concentrati per prima cosa – ha sottolineato Zavattoni – su un procedimento chiamato PCR (Reazione a Catena della Polimerasi) che permette di identificare se un tampone è positivo al Covid o meno».

Un modo per permettere agli studenti di esercitarsi ed entrare in contatto con software all’avanguardia, ma anche per fornire uno strumento in più nella lotta al Covid-19, coniugando così scienza, tecnologia, didattica e attualità.

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