Amore all’Università: il bando del college londinese

Manlio Adone Pistolesi

Un recente sondaggio su @studenti.unicatt chiedeva se si potesse trovare l’amore tra i banchi universitari. La maggioranza aveva votato affermativamente. Ma se invece la relazione fosse tra un professore e uno studente? Sarebbe ancora accettata? E soprattutto, sarebbe lecita? Da tali questioni si muove il provvedimento adottato dall’University College London (UCL).

Amore e potere

Il The Guardian ha approfondito la tematica con un recente studio condotto su 122 università. Sebbene tutte scoraggino le relazioni tra docenti e studenti, solo il Roehampton College e il Greenwich College adottano misure inibitorie. UCL, unica tra le università del Russell Group (che annovera anche Cambridge, il King’s College e Oxford), si aggiunge a queste. La stessa indagine evidenzia come solo sette membri dello staff universitario siano andati in contro ad azioni disciplinarie, negli ultimi cinque anni. 

Il bando è stato proposto dal Preventing Sexual Misconduct Strategy Group, nato nel 2017. Il documento vieta “relazioni strette o intime” tra i docenti e gli studenti del loro corso, i minorenni e le persone con disabilità. Inoltre si invitano i membri dello staff accademico a “mantenere un’appropriata distanza fisica ed emotiva dagli studenti”. Il divieto cerca di arginare eventuali rapporti basati sul potere che possano danneggiare gli studenti o creare conflitti di interesse. Il personale non potrà concedere il proprio numero di cellulare agli alunni, contattarli per vie non ufficiali e incontrarli al di fuori dal campus. I docenti sono invece liberi di mantenere rapporti con studenti che non seguono i loro corsi. In questo caso la relazione dovrà essere comunque denunciata alle autorità accademiche entro un mese, pena azioni disciplinari. 

Kelsey Paske, Behaviour and Culture change Manager per UCL, afferma che le misure adottate rientrano in un allineamento internazionale ad Harvard, Yale e le istituzioni australiane. Un sondaggio dell’Unione Nazionale degli Studenti (NUS) britannici sostiene che l’80% degli intervistati si senta a disagio alla sola idea di una relazione docente-studente. All’interno del college londinese c’è anche chi sostiene che la politica adottata dall’Università infranga i diritti degli adulti consenzienti. 

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