Cambiamento climatico, l’impatto degli studenti

Sofia Gigliotti

Ogni anno il 22 aprile si cerca di ricordare l’importanza che il mondo in cui viviamo ha. Spesso ci dimentichiamo che per vivere su questa Terra serve un equilibrio tra natura e uomo. Equilibrio ormai rotto dal cambiamento climatico che è stato esponenzialmente accentuato dall’essere umano.

In occasione della Giornata della Terra bisogna ricordare che le azioni di oggi si ripercuoteranno sui prossimi decenni, che siano positive o negative.

Il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è legato al surriscaldamento della Terra causato dai gas serra; infatti questi intrappolano il calore che entra nell’atmosfera. L’anidride carbonica, uno dei gas serra, ha la capacità di rimanere nell’aria per anni una volta liberata, è quindi importante lavorare su una produzione ridotta di tale molecola.

Questo ha ricadute pesanti sul territorio e non solo: la siccità impatterà sui fenomeni migratori, sull’agricoltura e sull’allevamento; la temperatura dei mari si abbasserà per lo scioglimento dei ghiacciai e causerà danni alla biodiversità; un aumento del livello del mare porterà a città se non interi stati sommersi; aumenterà il rischio di pandemia perché gli animali tenderanno a vivere a stretto contatto con l’uomo.

La soluzione sta nello sfruttamento delle energie rinnovabili e ovviamente, per quanto l’azione del singolo possa contare, bisogna smuovere i vertici e sensibilizzarli sul tema. È necessario creare e supportare un sistema di accordi internazionali valido, degli incentivi per le aziende che decidono di passare a risorse rinnovabili, una tassazione sull’anidride carbonica prodotta. Ma per fare tutto questo c’è la necessità di farsi sentire, così come ha fatto Greta Thunberg e come sta facendo il movimento Fridays For Future.

Abbiamo quindi intervistato Andrea Borello, studente dell’Università di Torino che ha deciso di impegnarsi in questa battaglia diffondendo contenuti per sensibilizzare le persone e partecipando agli eventi di Fridays For Future.

La storia di Andrea Borello

Mi sono avvicinato a questo mondo facendo il rappresentante di istituto, è per me un’esperienza che forma molto e permette di entrare in contatto con la comunità scolastica. L’idea era quella di parlare ai miei coetanei proponendo laboratori sull’attualità durante le assemblee di istituto, per creare confronto e dibattito. Ora sono passato allo sharing su Tiktok e su Instagram. Quindi è fondamentale partire, da lì si apre un circolo virtuoso che permette di ampliare le proprie conoscenze strada facendo.

Poi sono entrato in Fridays for Future per curiosità mia, questo movimento giovanile mi ispirava molto. Da lì sono cresciuto e ho imparato sempre più cose che ora diffondo tramite i miei canali social“.

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A sinistra Andrea Borello in un video di officinamagazine, a destra un estratto dal suo profilo Instagram

Cosa possono fare i giovani

Fondamentali per me sono i momenti che favoriscono il dibattito e il confronto. Si può fare con gli amici, a scuola ma anche in famiglia, questa infatti è la prima scuola in cui imparare a confrontarsi e a condividere le proprie idee.

In secondo luogo è importante l’informazione. Sfruttiamo i social al meglio, l’attività di sharing nel proprio piccolo è fondamentale per cominciare a parlare. Queste tematiche infatti devono entrare al centro della discussione tra noi giovani. E poi bisogna far sentire la propria voce perché finché non si ha una rivoluzione ai vertici nel modo di agire allora i miglioramenti saranno lievi“.

Le fonti

Non bisogna cadere vittime della spettacolarizzazione della politica, dobbiamo approfondire le cose che leggiamo senza fermarci al titolo. Bisogna quindi informarsi da tante fonti soprattutto neutrali, per avere un’idea personale.

Inoltre entrano in gioco i social che riportano notizie super partes, per conoscere quello che avviene spiegato senza un giudizio. Infatti questi sono fondamentali se usati bene perché ci permettono di raggiungere molte notizie facilmente, velocemente e sempre a portata di mano“.

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