Allarme carenza di medici: Bolzano cerca specializzanti da UniPd e UniVr

Sofia Gigliotti

Il problema della carenza di medici è presente da anni e si è accentuato ultimamente per l’enorme numero di personale che sta andando in pensione. Ogni città risponde come può a questa emergenza ma la Provincia di Bolzano ha trovato un nuovo modo per contrastare la carenza di medici, discostandosi dalle decisioni del Trentino.

Mentre il Trentino ha deciso di aumentare il numero di scuole di medicina presenti, la Provincia di Bolzano punta sugli specializzandi già presenti. Ha infatti deciso di attirare gli specializzandi delle Università di Padova e Verona dal terzo anno in poi. Questi sono una risorsa da sfruttare sulla quale puntare visto che saranno nel breve termine i futuri medici.

Bolzano sfrutta tre convenzioni per colmare la carenza di medici: le prime sono due accordi con le Università di Verona e Padova, la terza è quella con le “Tirol Kliniken“.

Carenza di medici: gli accordi con Verona e Padova

Durante la pandemia il Servizio Sanitario Nazionale ha deciso di assumere gli specializzandi dell’ultimo anno, con contratto di lavoro a tempo determinato, per far fronte all’emergenza. Questo ha portato il SSN a rivedere le leggi che regolavano l’assunzione degli specializzandi; sono state quindi attuate delle nuove modifiche normative nazionali che permettono l’assunzione di specializzandi dal terzo anno in poi.

Bolzano ha sfruttato subito l’occasione stipulando due accordi con Verona e Padova: loro si occuperanno della formazione teorica mentre gli specializzandi seguiranno la formazione clinica a Bolzano. In particolare si tratta di 60 specializzandi da Verona e 17 da Padova che svolgeranno 32 ore settimanali presso gli ospedali di Bolzano. Il contratto è determinato ma potrebbe diventare indeterminato alla fine della formazione, quindi futuri medici cresciuti negli ospedali in cui lavoreranno.

L’accordo di oggi con Padova e Verona riguarda già 197 medici studenti, specializzandi in varie discipline. Questi avranno uno stipendio di 2.300 euro mensili. Per il Veneto è un onore avere il mondo accademico medico che si inserisce sempre di più nel suo sistema sanitario, un network fatto di 68 ospedali, dove vengono erogate 80 milioni di prestazioni all’anno” afferma il presidente della Regione.

Convenzione con le “Tirol Kliniken”

La terza convenzione è già attiva da anni. Questo accordo permetterà la formazione dei futuri medici dell’Alto Adige. Infatti la Provincia di Bolzano sostiene i costi dello stipendio base agli specializzandi che il Tirolo assume. Questi, una volta completata la formazione, potranno entrare in servizio in Alto Adige. 

Dunque, i giovani medici possono lavorare durante la specialistica in vari reparti delle cliniche tirolesi finanziati dalla Provincia. Gli specializzandi garantiscono però di lavorare per almeno quattro anni nel servizio medico altoatesino entro dieci anni dal termine della formazione.

C’è una novità: i medici che seguono la formazione specialistica secondo il modello austriaco nelle strutture dell’Azienda sanitaria altoatesina possono completare parte della loro formazione presso le cliniche tirolesi. Quindi possono trascorrere da pochi mesi sino ad un anno presso TILAK durante la loro formazione specialistica presso l’Azienda sanitaria altoatesina. Questo rende lo studio più interessante e stimolante per i giovani medici altoatesini; inoltre viene migliorata la formazione.

Il modello austriaco permette ai medici una specializzazione transfrontaliera. Gli specializzandi infatti stipulano un contratto a tempo determinato con l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige; al termine della formazione ottengono un diploma austriaco riconosciuto anche in Italia.

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