La quarantena dello studente universitario

Marta Buiatti

Molto probabilmente quasi ogni studente universitario ha sperato almeno una volta, nel corso della sua carriera universitaria, che le lezioni fossero sospese o rimandate. Per poter dormire qualche ora in più la mattina o per poter stare a casa a studiare comodamente, senza dover prendere treno/metro/autobus per andare in università. Oggi però, ci si trova a vivere per la prima volta una situazione d’emergenza sanitaria che costringe gli studenti a stare a casa. In questo modo si perdono tutte le lezioni e la possibilità di andare in università anche solo per incontrarsi con i propri compagni di corso, arrivando a rimpiangere i tragitti più lunghi e le lezioni più noiose. Tralasciando il fatto che perdere parecchie ore di lezione è sicuramente un disagio per chi solitamente ha l’obbligo di frequenza, per coloro che devono preparare i parziali o per chi comunque considera il frequentare le lezioni un momento fondamentale per la preparazione di un esame. Grazie all’attivazione di piattaforme online, che consentono di assistere alle lezioni in differita o di recuperare file audio e video necessari per mettersi in pari con il programma, anche la quarantena può avere i suoi vantaggi. Saper gestire la quarantena nel modo migliore quindi, può trasformarla in un periodo non più così negativo ma al contrario in un periodo ottimale. Per tutti gli studenti disperati, e non solo, offriremo dunque cinque consigli su come gestire al meglio questa condizione, al fine di non soccombere nel pessimismo, trovando il lato positivo.

Primo consiglio: poco allarmismo, tanta organizzazione

È normale che, alla luce degli eventi di questo periodo si diffonda l’allarmismo e la paura. Da sempre, ciò che non si conosce è ciò che più spaventa. Nonostante sia lecito avere paura, bisogna però impedire che questa paura si impadronisca della propria vita, imparando a sfruttare in modo positivo i limiti in cui questa situazione pone. Il primo consiglio infatti è quello di crearsi una cosiddetta tabella di marcia. Il fatto di non dover andare a lezione non deve diventare un pretesto per tramutarsi in delle amebe ma anzi deve dare la motivazione necessaria per imparare ad organizzare al meglio il tempo di cui si dispone. Organizzazione è quindi la risposta per gestire la quarantena, costruirsi la propria tabella giornaliera seguendo degli orari, più o meno flessibili ai quali attenersi di modo da non perdere tempo a disperarsi. Il fatto di essere costretti a stare a casa può darci modo di avere orari più comodi e quindi avere la possibilità di dormire un po’ di più, gestire come si preferisce le pause e alternare allo studio i propri hobbies. In questo modo seguire da casa le lezioni può risultare ancora più proficuo che andare in Università.

Secondo consiglio: anticipare e prevedere

Se tra i diversi corsi a cui si è iscritti in questo semestre non tutti si sono attivati a predisporre il materiale delle lezioni sulle piattaforme online o al contrario si è sommersi da materiale che, essendo frammentario, risulta più difficile da seguire. La soluzione può essere quella di anticipare e prevedere la situazione futura. Avendo davanti tutto il materiale di cui si dispone, decidere quello a cui dare priorità sul resto. Decidere quali corsi seguire più nel dettaglio e su quali materie soffermarsi in vista della sessione estiva. Può essere quindi utile anticipare un programma per gli esami futuri, decidendo quindi che esami dare a luglio e quali dare eventualmente a settembre. Così facendo si avranno le idee chiare e si potrà gestire la quarantena come una sorta di periodo ottimale, per organizzarsi lo studio di quelle materie che hanno priorità sulle altre. Tutto ciò in prospettiva degli esami, senza avere problemi con gli orari a causa delle lezioni, ma al contrario avendo tutto il tempo possibile come in una sorta di sessione anticipata (ma molto più rilassante di una sessione vera).

Terzo consiglio: cooperare per il morale

In questo clima di paure ed incertezze rintanarsi in casa risulta la scelta più semplice ed efficace nella quale rifugiarsi. Questa decisione può sfociare però in una situazione di isolamento sociale, estremamente nocivo sia per qualsiasi studente, che comunque necessita dei rapporti sociali per una vita serena, sia soprattutto per gli studenti fuorisede. Questi ultimi, oltre a trovarsi in una situazione di disagio, in quanto lontani dalle loro famiglie, si ritrovano anche isolati dai loro colleghi, arrivando quindi inevitabilmente a sprofondare nella solitudine. Per questo, un altro modo per gestire al meglio la quarantena, è la cooperazione. Cooperare con i propri compagni è un sistema di efficienza comprovata nelle situazioni normali e per questo può esserlo ancora di più in una situazione particolare come quella della quarantena a cui si è costretti. Nonostante sia vietato l’accesso alle biblioteche, nulla vieta di organizzare dei gruppi di studio in casa per trascorrere in compagnia le giornate e ottimizzare lo studio. Lavorando in gruppo ci si può dividere il materiale di studio, si può discutere attivamente sulle lezioni registrate online, ci si può organizzare dividendosi le parti da riassumere dei libri di testo, le sbobinature e studiando assieme i nuovi argomenti avendo modo di discuterne e unire le menti nello scambio di idee. Nel momento in cui non sia possibile ritrovarsi fisicamente, un’ottima alternativa è quella di organizzare dei gruppi di studio e di discussione su Skype o con altri servizi di videochiamata, di modo da avere la possibilità di confronto e la compagnia dei propri colleghi anche in quarantena. Cooperando si uniscono le forze e anche il peso di certe situazioni può alleggerirsi.

Quarto consiglio: giocare coi limiti

Questa situazione di emergenza sanitaria impone diversi limiti: mantenersi ad adeguata distanza dagli altri nei luoghi affollati, rinunciare a concerti, feste e altre attività culturali e di intrattenimento che sono state annullate o rinviate, non poter andare in università, ecc. Gli studenti universitari durante la loro carriera, diventano abili nel destreggiarsi anche nelle situazioni più complesse, come sovrapposizioni di orari, sovraffollamento delle aule, impegni che si accumulano tra università e attività extra universitarie. Per questo, fronteggiare tali limiti non dovrebbe essere un grosso problema. Trovare il lato positivo che permetta di rendere a proprio vantaggio tali limiti, potrebbe essere l’attività prediletta in questo periodo. Perciò, perché non provare a stilare delle liste di tutto ciò a cui durante il primo semestre, tra studio, lezioni, impegni e altre attività, si è dovuto rinunciare, di modo da poterle attuare ora. Leggere quel libro che da mesi è stato dimenticato nel comodino e che ormai è sommerso dalla polvere, andare a correre (o passeggiare per chi preferisce) in quel parco vicino casa in cui non si riesce mai ad andare, provare quella nuova ricetta, iniziare a leggere quei libri del corso più impegnativo di sempre che finiscono solitamente per accumularsi all’ultimo, ecc. L’isolamento può essere negativo ma, se ben gestito, può rivelarsi fruttuoso. Soprattutto nel ritrovare il rapporto con se stessi e con ciò che si è sempre voluto fare ma che, per i molti impegni, si è dovuto accantonare nel dimenticatoio.

Quinto consiglio: non procrastinare

Gestire la quarantena può rivelarsi un’impresa divertente e stimolante se si seguono questi consigli. Ciò che è importante ricordare e tenere bene a mente è: non procrastinare. Per quanto solitamente gli studenti universitari siano campioni nel rimandare decisioni, studio, attività, che quindi finiscono con l’accumularsi. In una situazione come quella che ci si ritrova a vivere in questo periodo, è importante essere attivi. Così facendo, si è in grado di affrontare gli eventi man mano, riuscendo a crearsi una nuova routine che permetta di vivere in modo proattivo anche l’isolamento. La storia insegna che tutto può cambiare e soprattutto, da studenti universitari, è importante agire dimostrando il proprio spirito di adattamento e tutta la buona volontà nel voler ricavare il meglio anche dalle situazioni più complesse. Perché, per quanto la situazione possa generare dubbi e ansie e far paura, la vita va avanti e gli esami non si daranno da soli.

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