Come gestire l’affitto ai tempi del Coronavirus

Marta Buiatti

L’emergenza sanitaria attuale ha bloccato molti studenti fuori sede. Alcuni si sono ritrovati a dover restare nella città in cui studiano, per non aumentare il rischio di contagio tornando a casa.

Molti sono però rimasti a casa con la propria famiglia. Rimanere accanto alla propria famiglia può essere rassicurante, in queste situazioni. Allo stesso tempo è normale porsi diverse domande sugli affitti degli studenti fuori sede.

Alla luce della situazione di crisi generale, sorge la necessità di agevolare le famiglie e gli studenti che devono pagare mesi di affitto senza usufruire del proprio domicilio.

Problemi con l’affitto

Dall’entrata in vigore del decreto governativo dell’11 marzo 2020, tutte le attività didattiche sono state sospese. Per questo moltissimi studenti fuori sede sono rientrati presso il domicilio famigliare, lasciando vuoti gli appartamenti in cui risiedono nel periodo universitario.

Le famiglie sono tenute a rispettare per intero i contratti d’affitto, ma si sta iniziando a fare appello al Governo affinché si trovi una soluzione.

La situazione economica è, al momento, difficile per molti. Diverse attività sono infatti state sospese e le entrate risultano pressoché nulle. Per questo motivo molte famiglie si trovano in difficoltà nel dover sostenere le spese dell’affitto dei propri figli.

Alcune associazioni studentesche si sono mobilitate per chiedere ausili economici al Governo. L’Università Magna Grecia di Catanzaro (UMG) ha avanzato una proposta per chiedere la sospensione dei canoni di locazione per tutti gli studenti fuori sede che hanno fatto rientro nelle loro città d’origine.

La deputata del PD Stefania Pezzopane afferma che si tratta di un problema che riguarda oltre 500 mila studenti in tutta Italia. Motivo per cui lei stessa ha fatto un appello al Governo affinché si trovi una soluzione, fiduciosa nel fatto che possa stipularsi un accordo tra famiglie e locatari.

Cosa prevede la legge

Attualmente non esiste nessuna legge che riconosca un diritto per gli inquilini o un obbligo per i proprietari di rivedere l’ammontare del canone. Rimane necessario contattare il proprietario.

Non vi sono ad oggi sconti per gli studenti fuori sede tornati in famiglia, perché il canone è dovuto anche se non si usa l’appartamento. Può però chiedere una riduzione lo studente che pagava l’affitto con il proprio lavoro e l’ha perso o se lo ha perso il genitore del quale è a carico.

Se il proprietario non accetta di ridurre provvisoriamente l’affitto, chi non può o non vuole lasciare l’immobile potrà rivolgersi alle associazioni degli inquilini.

Come comportarsi

Vista la difficoltà ad ipotizzare una potenziale data di ripresa a regime delle lezioni e l’impossibilità negli spostamenti, in molti stanno pensando di disdire il contratto d’affitto per restare a casa fino all’inizio del nuovo anno accademico.

La cosa migliore da fare è contattare subito il proprietario. È necessario far presente la situazione di difficoltà in cui ci si trova e chiarire la propria volontà di rimanere o meno nella locazione.

È possibile quindi registrare un nuovo canone nel caso in cui ci si accordi per una riduzione. In questo caso bisogna necessariamente fare la registrazione del Modello 69 (per i contratti di comodato) e allegare l’accordo scritto tra proprietario e inquilino.

Se il residente vorrà invece disdire, è necessario procedere con la disdetta anticipata. Se si decide di lasciare l’appartamento bisogna comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, per evitare di pagare le tasse sui canoni non riscossi e presentare il modello RLI online.

È importante ricordare che tutti gli studenti universitari fuori sede hanno un contratto regolamentato dalla legge 431/1998 sugli affitti per uso abitativo. La durata dell’affitto va dai sei ai trentasei mesi ed è prevista una cauzione massima di tre mesi.

La disdetta va quindi richiesta con minimo tre mesi di preavviso. Se però non si paga l’affitto tramite un accordo scritto, il proprietario e l’inquilino possono decidere di trattenere la cauzione come rimborso del mancato preavviso di disdetta. Non pagando l’affitto, infatti, l’inquilino viene messo in mora e il proprietario può solo disdire il contratto.

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