Come saranno le Università ad ottobre?

Sabrina Ciamarra

La pandemia ha messo in pausa le vite di tutti, comprese quelle degli universitari. Lezioni online, esami da casa, ricevimenti telematici… la domanda è: quanto ancora durerà questa situazione? Come saranno le Università ad ottobre? E soprattutto, come (e dove) saranno gli universitari?

Immobilità e concorrenza per le Università ad ottobre

La prima conseguenza del COVID riguarda una questione di immobilità. Perché? In un futuro incerto come quello che ci aspetta, in molti hanno deciso di non arrischiarsi a grandi spostamenti quando si tratta di Università. La motivazione è chiara: dopo mesi di restrizioni e possibili blocchi, l’incubo di nuove limitazioni è, purtroppo, sempre alle porte.

Per questo molte matricole hanno scelto di non allontanarsi troppo da casa, scegliendo Atenei più vicini alla propria realtà. Un primo dato che confermerebbe queste parole è quello registrato all’Università della Calabria. Niente di confermato è ancora detto (per quello bisognerà aspettare la chiusura delle iscrizioni), ma per i corsi per cui è stata permessa quest’anno un’iscrizione preventiva, le immatricolazioni sono salite del 60%.

Il Rettore Nicola Leone si è detto molto soddisfatto della partecipazione e della fiducia degli studenti, anche se poi ha aggiunto:

Non ci illudiamo che una crescita così grande possa essere confermata anche a chiusura delle iscrizioni tradizionali, ma se riuscissimo già a mettere il segno positivo nel confronto con gli iscritti degli anni scorsi, per noi sarebbe un bel traguardo.

Sicuramente è una nota positiva in un clima che, fino a pochi mesi fa, vedeva le immatricolazioni in caduta libera.

Nuovi (e innovativi) spazi per gli studenti

Altro problema da affrontare portato dal COVID è, ovviamente, quello degli assembramenti. Le Università, dalle più grandi alle più piccole, sono sicuramente un centro di incontro di numerosi studenti.

Una prima ipotesi per evitare queste grandi concentrazioni di persone è quella della ‘didattica mista‘. La proposta riguarda la possibilità della frequenza garantita, anche se non necessariamente in presenza. Potrebbero esserci lezioni in Ateneo e altre in via telematica; lezioni registrate e rese disponibili sia in sede che online. Tutto per garantire la distanza di sicurezza nelle aule.

Università ad ottobre: in aula o a casa?

Un’altra strada è quella intrapresa dalla BBS, la Bologna Business School. Per garantire la presenza ai corsi, la BBS avrebbe affittato un padiglione della vicina fiera fino alla fine del 2020. In questo modo ci sarebbe ancora più spazio per le aule, che potrebbero accogliere più di 350 studenti in totale sicurezza. In tutto, ben 10.000 persone potrebbero ‘convivere’ tranquillamente in questo nuovo spazio, ispirato al nostro paese:

I momenti di condivisione e socialità saranno preservati dalla disposizione a semicerchio degli arredi delle aule e da un’arena centrale quale fulcro del padiglione che ricorda le piazze delle nostre città, luoghi di aggregazione per eccellenza.

Queste le parole del Dean della BBS Massimo Bergami, in netta controtendenza rispetto a tante altre business school che sono più orientate all’online fino ad almeno metà del prossimo anno.

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