Conte: fondi per 1,4 miliardi a Università e Ricerca

Elisa Belussi

Un miliardo e 400 milioni per Università e Ricerca. Questi i fondi previsti per sostenere la formazione superiore e la ricerca, annunciati in diretta da Giuseppe Conte, e previsti nel Dl rilancio.

Tanti i modi in cui si investirà la somma, che potenzierà gli studi per fronteggiare non solo la situazione che stiamo vivendo, ma anche il post emergenza.

Come si investiranno i fondi

430 milioni per le borse di studio, previsti per il 2020-21, saranno stanziati per ampliare il numero di studenti che potranno accedere alle agevolazioni.

Altri 40 milioni riservati al Fondo per le borse di studio per gli studenti meritevoli, otto per il funzionamento amministrativo e le attività didattiche delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.

62 milioni saranno riservati all’acquisto di dispositivi, abbonamenti a banche dati e risorse bibliografiche utili a migliorare e potenziare la didattica a distanza, oggi più che mai essenziale per il mantenimento delle attività universitarie.

Verranno inoltre concesse deroghe per l’acquisto di beni e servizi da parte degli atenei.

Il mondo della ricerca

Sono previsti importanti investimenti sia per il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica, circa 550 milioni tra il 2021 e il 2022, e altri 300 per il Fondo per l’Università, sempre da suddividere nei prossimi due anni.

15 milioni andranno a sostegno dei dottorandi, che potranno prolungare il proprio contratto di due mesi.

A disposizione della ricerca circa 4000 posti in più, da sommare a quelli già presenti, per un investimento di 200 milioni annui a partire dal 2021. Agli enti pubblici sono stati riservati 50 milioni.

Il Ministro Manfredi: “Guardiamo al futuro partendo dai giovani e dalle competenze”

Così ha annunciato il Ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, in merito alla notizia dei fondi destinati a Università e Ricerca.

Si tratta di risorse mai investite prima in dosi così massicce, che permetteranno di ridurre le tasse e aumentare le borse di studio, oltre che alla creazione di nuovi posti nell’ambito della ricerca.

“Ecco una grande opportunità per i nostri giovani talenti italiani”, aggiunge ancora il Ministro, lanciando un appello anche ai “nostri cervelli all’estero”. “Se vorranno rientrare per aggiungere anche il loro contributo alla rinascita del Paese, a breve avranno tutti le possibilità per farlo”.

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