Coronavirus, 5G: tra fake news e verità

Giorgia Fossati

Il 2020 doveva essere l’anno del 5G. Da circa un anno si stanno infatti installando le nuove reti con rallentamenti dovuti all’emergenza in corso. Si tratta di una delle innovazioni tecnologiche più importanti degli ultimi tempi e, situazione già vista ogni volta che viene presentata una nuova tecnologia, non manca chi ne sostiene la pericolosità ed ipotetici danni per la salute. 

Si tratta di paure lecite e sostenute dai dati scientifici oppure di bufale? 

Con il termine 5G, acronimo di 5th generation” (“quinta generazione”) si indicano le reti mobili che andranno a sostituire le attuali reti 4G con prestazioni e velocità superiori. l’aumento dei dispositivi che si collegano alla rete richiede un sistema più potente che permetta di reggere meglio il traffico e il 5G renderà questo possibile.


Avrà applicazioni in campi che riguardano  la nostra quotidianità, in particolare le Smart city, la Smart home e l’industria 4.0. Il 5G ha quindi la potenzialità di cambiare le nostre vita nei più vari ambiti: dalle automobili, alla pubblica amministrazione, fino a toccare la medicina, il monitoraggio ambientale e la prevenzione delle catastrofi. 
A cambiare sarà inoltre la latenza, ovvero il tempo che intercorre tra il momento in cui viene dato il comando e quello in cui il comando viene eseguito. Con il 5G la latenza minima teorica è diminuita fino a 1 ms (nel 4G era di 10 ms), praticamente istantanea.
5G permetterà di collegare un numero elevatissimo di dispositivi alla stessa cella, in quanto le onde del 5G sono direzionali. (A differenza del 4G che emette un segnale circolare e coinvolge tutti i dispositivi che si trova intorno).

Ma il 5G è dannoso per la salute? 


A conferma di questo, i dati evidenziano che i casi di tumori al cervello dagli anni ’70 ad oggi si sono mantenuti costanti.
In Italia, per precauzione, i valori fissati per l’esposizione alle onde elettromagnetiche sono tra i più bassi al mondo: 6 Volt/m contro i 61 Volt/m negli U.S.A. o i 58 Volt/m della Francia. 

Ci sono collegamenti tra il 5G e il Coronavis?

Ai timori riguardo la salute in merito alla nuova tecnologia 5G si aggiungono le notizie che da settimane circolano su social network e siti riguardo una possibile correlazione tra 5G e la diffusione del Coronavirus.
Una delle prove a supporto di questa teoria sarebbe che Milano, una delle città ad avere avuto per prima impianti per la nuova tecnologia, sia tra le zone più colpite. Si tratta di notizie assolutamente false e infondate. Basti pensare che il primo paese ad aver utilizzato il 5G è stata la Corea del Sud due anni fa e che in Italia il 5G è presente anche a Roma, Torino e Napoli. Inoltre, se davvero ci fosse una correlazione tra 5G e Coronavirus, come è possibile che paesi che non hanno questa tecnologia abbiano però un numero di contagi alti come ad esempio l’Iran?


Per concludere: nella situazione in cui ci troviamo, la scienza, i dati e l’informazione corretta dovrebbero essere i nostri migliori amici.

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