Coronavirus, come sarà l’estate italiana?

Manlio Adone Pistolesi

L’estate italiana che ci aspetta non potrà che essere diversa. Il Paese conta ancora centinaia di morti e migliaia di contagiati ogni giorno. La squadra con a capo Vittorio Colao, impegnata nell’elaborare un piano per una moderata ripartenza, prevede una “fase 2” per metà maggio. La sottosegretaria al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), Lorenza Bonaccorsi, ha parlato della futura estate italiana a Rainews24. “Andremo al mare questa estate”, ma a quali condizioni? 

L’estate italiana, tra certezze e possibilità

Una delle domande — più simile a una speranza cui aggrapparsi — che ha seguito gli italiani fino a ora è la seguente: il caldo e il sole uccideranno o limiteranno sensibilmente il virus? La comunità scientifica si trova divisa. Un articolo del Corriere riporta come il SARS-CoV-2 condivida l’80% del genoma con la SARS, scomparsa durante la bella stagione nel 2003. Ma se Guido Silvestri, direttore del dipartimento di Patologia di Atlanta, si mostra certo della scomparsa del virus, Ilaria Capua, famosa virologa, frena ogni entusiasmo:

Ci sono ‘zero possibilità’ di una regressione del virus per il caldo.

Per chi non avesse la fortuna di abitare vicino al mare, la possibilità di viaggi all’estero è pressoché nulla. Già nelle prime settimane dell’epidemia molti Paesi europei avevano sospeso Schengen. Ora che ogni Stato dell’Unione si trova in momenti diversi della curva epidemica, le restrizioni sono più che necessarie onde evitare contagi importati. Si stima che mancheranno circa 25 milioni di turisti all’estate italiana. Una grave perdita per il turismo che genera il 12% del PIL nazionale, ovvero 146 miliardi di euro.

Sul versante italiano Bonaccorsi consiglia di iniziare a prenotare, poiché ogni attrazione turistica prevede la possibilità di spostare o annullare il viaggio, qualora si verificassero problemi. Incalzata sull’impiego della mascherina in spiaggia, la sottosegretaria ne sottolinea l’inutilità:

Credo proprio di no […] in una situazione come quella della spiaggia, la possibilità teorica che il virus possa rimanere nell’ambiente è molto più ridotta.

Un’affermazione che sembra supportata dalle parole di Patrizia Bagnarelli, virologa ad Ancona, che sostiene che il virus non sopravviva in acqua.

I lidi e le strutture turistiche dovranno adeguarsi a delle norme nazionali al momento allo studio degli esperti, in dialogo con Federbalneari e organizzazioni territoriali. Tra le idee:

  • sanificazione della sabbia;
  • prenotazione obbligatoria;
  • fasce orarie per soggetti a rischio

Una proposta per l’organizzazione degli stabilimenti balneari viene da un’azienda di Modena.

Un nuovo decreto e il turismo di prossimità

Il Governo sembra muoversi verso una razionalizzazione degli spostamenti. Lorenza Bonaccorsi, in un’intervista a ilfattoquotidiano.it, ha parlato di un prossimo decreto in preparazione della futura estate italiana. Il MiBACT, dialogando con il Ministro della Sanità Roberto Speranza e con le regioni, punta a fornire un programma e delle norme consolidate e omogenee nel mercato turistico italiano.

Un’idea prevede lo sviluppo e il sostegno del “turismo di prossimità”. Per scongiurare l’affollamento dei lidi si sta studiando come indirizzare gli italiani alla scoperta di borghi antichi, più vicini ai luoghi di residenza. Rimarrà comunque la possibilità di raggiungere la propria seconda casa:

Chi ha una seconda casa in un’altra regione, magari perché originario di un territorio bagnato dal mare, in Campania, Sicilia, Puglia, Calabria solo per fare alcuni esempi, dovrebbe poterlo fare anche la prossima estate.

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