Coronavirus e mobilità, parla l’Assessore Granelli

Elisa Belussi

Con l’avvicinarsi del 4 maggio, data prefissata per l’inizio della Fase 2, la speranza di ritornare a una graduale normalità coinvolge ogni settore. La nuova organizzazione della mobilità sarà un aspetto fondamentale per la limitazione dei contagi, che prevedrà il rispetto delle distanze di sicurezza, l’utilizzo dei dispositivi sanitari di protezione individuale e il monitoraggio degli assembramenti.

Marco Granelli, Assessore a Mobilità e Lavori pubblici del Comune di Milano, ha risposto ad alcune domande in merito alla nuova gestione dei trasporti pubblici nel rispetto dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini.

Come cambierà il sistema dei trasporti pubblici nella fase 2?

«Per rispettare i distanziamenti sociali e limitare i contagi, dovremo lavorare sulla domanda, cercando di evitare gli assembramenti negli orari di punta. Per questo sarà necessario incrementare lo smart working e la didattica a distanza.

In una città come Milano, in costante movimento, sarà importante diminuire la necessità degli spostamenti.

Si dovrà fare in modo che chi non usufruirà della mobilità pubblica utilizzi altri mezzi, evitando le  automobili private, a favore dei mezzi a due ruote. Si cercherà in questo modo di garantire un traffico il più scorrevole possibile.  

Stiamo pensando di aumentare i parcheggi delle moto e i posti per le biciclette, soprattutto nella zona centrale della città. Potenzieremo, inoltre, le piste ciclabili, a cui aggiungeremo 35 chilometri, e amplieremo il bike sharing».

Verranno incentivati i servizi di sharing? Se si, si sta pensando a tariffe particolari per gli studenti universitari?

«Per i giovani fino a 27 anni è già prevista una tariffa speciale, con l’abbonamento Atm annuale, che offre la possibilità di abbonarsi anche al servizio di bike sharing di Atm con 12 euro in più.

La stessa modalità vorremmo applicarla anche con tutti gli altri servizi di sharing, in particolare monopattini, biciclette e scooter. Attraverso degli accordi con le società interessate, vorremmo agevolare il più possibile il loro utilizzo, in modo tale da poter alleggerire anche l’affluenza sugli altri mezzi di trasporto pubblico.

Il modello a cui aspiriamo è quello del mobility as a service, ovvero attraverso un’unica applicazione si potrà usufruire di diversi tipi di mezzi di trasporto.

Ovviamente bisognerà incentivare la sanificazione dei veicoli e promuovere il più possibile i pagamenti elettronici tramite app, in modo tale da diminuire i contatti».

Che soluzioni si stanno pensando per contrastare l’assembramento sia sui veicoli che nelle stazioni o alle fermate di autobus e metro?

«Con Atm abbiamo ideato un piano per evitare il più possibile gli assembramenti. Per quanto riguarda la metropolitana stiamo progettando un meccanismo in collaborazione con il Politecnico che ci permetterà di conteggiare gli ingressi, individuando il numero massimo di persone che potranno accedere in ogni stazione. Raggiunto il picco il tornello si bloccherà, e non potranno accedere ulteriori viaggiatori al mezzanino.

Verranno inoltre messi in campo dei marcatori sui sedili e sulle superfici, che indicheranno come disporsi per mantenere la distanza di un metro tra una persona e l’altra.

Il personale Atm incentiverà i viaggiatori a rispettare le misure di sicurezza.

È chiaro che la collaborazione di tutti sarà fondamentale, per rispettare al meglio le iniziative di prevenzione.

La mobilità verrà ovviamente potenziata. In queste settimane di blocco il servizio è rimasto attivo al 75%, a fronte di un numero di passeggeri che sono il 5% di quelli abituali.

Dal 4 di maggio metteremo in campo il 100% del servizio invernale, non faremo l’orario estivo e potenzieremo le corse laddove sospetteremo un maggior rischio di assembramenti.

Queste norme dovranno essere omogeneizzate all’interno di tutta la Regione Lombardia.

Promuoveremo inoltre degli accordi con i taxi per alcune utenze particolari, ad esempio medici, infermieri, operatori della protezione civile e anziani».

Come verrà gestito il traffico dei treni regionali nel Comune, specialmente per le linee maggiormente frequentate dagli studenti? Ci sono piani di lavoro con Regione Lombardia e Trenord?

«Con Trenord abbiamo organizzato degli incontri per studiare un unico sistema di informazione ai cittadini, di marcatura dei sedili e degli spazi, per dare una comunicazione univoca su come i bisognerà comportarsi, indipendentemente dai mezzi sui quali si viaggia.

Immagino che anche Trenord manterrà il servizio invernale, in modo che ci sia tutta la capienza dei treni possibile».

A settembre forse verranno riaperte scuole e università. Si sta già pensando a come gestire la situazione con l’inizio del nuovo anno scolastico e accademico?

«Con la riapertura dell’anno scolastico e accademico abbiamo già chiesto a università e scuole, in particolare alle superiori, di usufruire il più possibile della didattica a distanza.

Bisognerà fare in modo di recarsi nelle dovute sedi solo in caso di attività estremamente necessarie, massimizzando quelle a distanza. In questo modo si avrà una minore densità di trasporto e una migliore distribuzione nei giorni della settimana e negli orari della giornata».

Secondo lei l’emergenza sanitaria ha aumentato la consapevolezza ambientale dei cittadini? Questi ultimi modificheranno le proprie abitudini di spostamento?

«Sono convinto che le persone dopo questa esperienza modificheranno il loro modo di pensare e i loro comportamenti.

Noi come giunta abbiamo elaborato un documento di visione di questo cambiamento, Milano 2020, messo a disposizione di tutta la città, che affronta proprio questi temi. Non potremo avere solo un approccio basato sul “come ritornare al prima”, ma come pensare la nostra città alla luce di questa esperienza e della nostra fragilità.

L’uomo è fragile. Se vuole essere in grado di governare il proprio sviluppo, avere un’attività che gli permetta di avere una buona qualità della vita, deve farlo in un’ottica nuova.

Quest’esperienza ce l’ha fatto toccare con mano. Per questo motivo dovremo essere capaci di essere maggiormente attenti non a come non rinunciare alla qualità della vita, allo sviluppo, alla crescita, alle relazioni umane, ma come poter fare queste cose prestando attenzione alle criticità, ai limiti e ai vincoli che la realtà ci pone. Ci sono molte situazioni che dobbiamo considerare, perché il far finta di nulla non può che portare a una grave perdita.

Noi riteniamo che si debba cambiare il comportamento, non rinunciare alle esperienze importanti nella nostra vita, ma poterle rivedere in un’ottica differente.

Le persone lo possono comprendere, e siamo convinti che da queste situazioni si esce con l’innovazione, il cambiamento, la fantasia.

Alcune cose sono possibili, la tecnologia ci aiuta. La capacità delle persone di far fronte a questo cambiamento c’è, e il rispettare le misure di prevenzione l’ha dimostrato. Sarà necessario riscontrarlo anche nei comportamenti, in particolare quelli relativi alla mobilità, che impattano molto anche sulla sostenibilità.

Una mobilità maggiormente attenta all’ambiente sarà determinante nella Milano, nella Lombardia e nel Paese che dovremo ricostruire».

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