Coronavirus, il futuro incerto dei millenials

Karoline Gapit

Con l’emergenza sanitaria in corso appartenere alla generazione Y, alla generazione Erasmus e dei nativi digitali significa oggi avere davanti un futuro incerto. Numerosi studenti, neolaureati e giovani in cerca di lavoro hanno riscontrato delle difficoltà per ciò che riguarda la definizione del proprio futuro. In aggiunta, se già le disparità economiche tra lavoratore uomo e donna sono un vero e proprio problema, con la fase delle riaperture le differenze si aggiungono. Con gli scenari futuri dell’economia del nostro Paese chi starà a casa saranno i millenialls e soprattutto le donne.

La disoccupazione 

Seppur con un ingente investimento in Università e Ricerca, i fondi stanziati nel DL Rilancio sembrerebbero una risposta concreta alla galassia universitaria che in questi ultimi giorni ha subito dei gravi attacchi. L’aumento massiccio delle borse di studio, oltre alla creazione di posti di lavoro nell’ambito della Ricerca, sono sicuramente una grande opportunità per i giovani talenti italiani. Eppure, il tasso di disoccupazione, già triplo rispetto al tasso medio della popolazione italiana, diventa un grande problema che pesa sulle spalle della generazione millenials anche in pandemia. 

Molti studenti sono stati costretti a interrompere uno stage o un tirocinio e alcuni hanno visto il loro sforzo cancellato in automatico a causa dei provvedimenti regionali. Una generazione che sostiene delle spese, senza nessuna entrata. 

Senza niente e con un affitto da pagare

La quarantena posticipa tutto, ma non le bollette e gli affitti da pagare. Erasmus o fuorisede, essere rientrati nelle proprie abitazioni lasciando l’appartamento vuoto è senz’altro una delle preoccupazioni più grandi se si hanno difficoltà economiche. Centinaia di millenials hanno aderito al “rent strike” per cui chiedere la riduzione del canone di affitto al proprio proprietario di casa diventa l’obiettivo. Emergono gruppi Facebook, come “Emergenza Affitti e Bollette Covid-19”, cui scopo è di creare delle “reti di solidarietà per le mobilitazioni di oggi e di domani. È importante socializzare e rendere visibili tutti i casi di difficoltà, sfruttando tutti gli strumenti utilizzabili in questo momento”.

La potenza dei social

Se la pillola amara del futuro dei millenials non è abbastanza, anche gli effetti psicologici sull’isolamento si aggiungono alla lista degli ostacoli.

Come afferma Zanardi, docente all’Università di Pavia, “questo ha portato a due conseguenze principali. La prima una frammentazione delle nostre abitudini e, inoltre, la perdita di una visione prospettica del futuro. Quindi ancora di più nel giovane adulto, alla ricerca di una dimensione in cui definirsi, questo processo di indeterminazione ha pesato maggiormente. Quello che emerge è una sensazione di impotenza, mista a quella di paralisi, creando uno stato di angoscia, agitazione e confusione.
Sembrerebbe così che i nativi digitali siano i più colpiti, sia emotivamente che economicamente. 

Se l’Italia è pronta a ripartire, anche la gioventù è decisa al rilancio. 

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