Coronavirus, le Olimpiadi di Tokyo sono rinviate

Manlio Adone Pistolesi

Le Olimpiadi 2020, con sede a Tokyo, saranno rinviate all’anno prossimo. Così ha deciso il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), guidato da Thomas Bach, in accordo con il premier giapponese Shinzo Abe. Dopo aver stabilito un arco di tempo di quattro settimane per poter decidere sul da farsi, nella giornata di martedì è arrivato l’annuncio. Un ruolo cardine nella decisione sofferta l’ha ricoperto l’OMS e l’allarme lanciato sulla diffusione dell’epidemia di COVID-19. Tokyo 2020, nonostante si disputi l’anno prossimo, manterrà la sua attuale denominazione. Anche la fiamma olimpica non si spegnerà, in segno di speranza e come dimostrazione della sconfitta del virus.

Il futuro delle Olimpiadi

In un primo momento il CIO e Shinzo Abe avevano avanzato l’ipotesi di uno slittamento ad agosto, al massimo in autunno. Ma alla fine la linea dura e prudente ha prevalso. Lo spostamento sarà di un anno, con le date ancora da stabilire. 

È la prima volta nella loro storia che un’edizione delle Olimpiadi moderne venga rinviata. Infatti dalla prima di Atene, nel lontano 1896, soltanto in tre occasioni il mondo non ha potuto fermarsi per godere delle doti dei propri atleti. La guerra imperversava e le città ospiti (Berlino-1916; Tokyo-1940; Londra-1944) si videro cancellate le proprie edizioni.

Il rinvio delle Olimpiadi rischia di assestare un duro colpo all’economia giapponese. Per l’edizione di casa si sono spesi 12 miliardi di dollari, di cui 3 provenienti da sponsor giapponesi. 4,5 su 7,8 milioni di biglietti già venduti per le 339 competizioni programmate dal 24 luglio al 9 agosto. A ciò si devono aggiungere i 5.632 appartamenti che costituiranno il villaggio olimpico, la cui consegna è stata rinviata. Inoltre questi ultimi da novembre prossimo avrebbero dovuto ospitare utenti privati, che ora non si vedranno consegnate le chiavi fino all’anno prossimo.

Lo slittamento di Tokyo 2020, secondo un’indagine riportata da Panorama, causerà al PIL del Sol Levante un calo stimato tra lo 0,7% e l’1,5%, tra i 32 e i 65 miliardi di euro.

Il punto di vista degli atleti

Le delegazioni dell’Australia e del Canada nei giorni scorsi avevano annunciato il ritiro da Tokyo 2020, qualora non si fossero posticipate:

Mentre riconosciamo le difficoltà inerenti a un rinvio, nulla è più importante della salute e della sicurezza degli atleti e della comunità mondiale — comunicato delegazione canadese

Altre pressioni arrivavano dagli USA dove i circa 1.800 atleti avevano risposto a un sondaggio: il 93%, ammettendo disagi e rallentamenti negli allenamenti, si dichiarava favorevole al rinvio

Anche Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha espresso il proprio favore alla decisione del CIO:

Una decisione eccellente e presa a tempo record considerando gli interessi in ballo. 

Tra le atlete italiane Federica Pellegrini, in un’intervista sul Corriere, manifesta le proprie ansie di fronte all’età:

Andare avanti sarà difficile: speriamo che il fisico regga!

Ma si premura di focalizzare l’attenzione su chi sta soffrendo e combattendo ogni giorno:

I drammi sono altri, non i nostri. La tragedia è negli ospedali, a Bergamo, a Brescia, nei focolai del virus.

Una decisione giusta e coerente coi tempi quella di posticipare le Olimpiadi. La speranza è che quante più persone possano sconfiggere questo male e assistere a quella fiamma che per un altro anno ci aspetterà lì, alle pendici del Monte Fuji.

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