Coronavirus, l’elenco completo dei rimborsi

Karoline Gapit

L’Unione Nazionale dei Consumatori ha pubblicato sul loro sito un elenco delle spese rimborsabili per i consumatori a causa dell’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio l’intero Paese. 
Infatti, l’art. 1463 del Codice Civile, in materia di obbligazioni, prevede la fattispecie dell’ “impossibilità sopravvenuta” della prestazione, per cui “nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito”.
In poche parole, chi ha comprato un servizio, che purtroppo non ha potuto usufruire a causa del Coronavirus, ha il diritto di ricevere un rimborso. Tuttavia, UNC ci tiene a specificare che il rimborso non può essere aggiunto del risarcimento del danno poiché la mancata esecuzione della prestazione non dipende da una specifica colpa di chi doveva eseguirla. 

Rette universitarie e la proroga

Attualmente le Università italiane hanno adottato la formazione a distanza, implementando le lezioni online e con loro anche gli esami didattici. Infatti, il decreto cura Italia (art. 101 comma 5) specifica che le “attività formative svolte a distanza sono valide ai fini del computo dei crediti formativi universitari“. In questa logica, se l’Università fornisce servizi adeguati, lo studente universitario non può opporsi alla prosecuzione del contratto e chiedere un rimborso. 
Ciò nonostante alcune Università hanno prorogato il versamento delle rette universitarie, consapevoli delle difficoltà economiche che alcune famiglie stanno attraversando. 

Affitto per uso abitativo, è possibile un rimborso?

Essere rientrati nella propria residenza prima del lockdown nazionale e, di conseguenza, aver lasciato inabitato l’appartamento in affitto può risultare un problema. Per questa ragione è difficile giustificare l’interruzione dei pagamenti, se non per gravi motivi (che prevede un preavviso minimo di 6 mesi). Tuttavia, alcune associazioni studentesche si sono mobilitate per chiedere ausili economici al Governo.

Abbonamento trasporti pubblici (Trenord, ATM)

La circolazione delle persone sul territorio nazionale è sospesa, se non per comprovati motivi di lavoro, salute o stretta necessità. Qualora il trasporto pubblico sia inattivo, l’abbonato ha il diritto di chiedere il rimborso della quota parte di abbonamento non usufruita per impossibilità sopravvenuta. Al contrario, se il trasporto pubblico è rimasto attivo, e l’abbonato è rimasto a casa (in smart working o per seguire le lezioni online), è raccomandato recedere dall’abbonamento per iscritto e sospendere i pagamenti. Ad esempio, per quanto riguarda ATM, l’azienda ha annunciato sul loro sito che stanno studiando le formule di rimborso secondo le diverse e numerose casistiche”. Per i rimborsi dell’abbonamento del treno, ad oggi Trenord non ha ancora dato alcuna notizia ufficiale

Palestre e piscine 

Per quanto riguarda le attività sportive, l’abbonato ha il diritto al rimborso delle quota parte di abbonamento che non può usufruire (o del singolo titolo o dell’ingresso). Alcune strutture sportive stanno dando la possibilità di congelare l’abbonamento e poi usarli a emergenza finita, però in questo caso sta all’abbonato decidere se accettare oppure rifiutare. Per informazioni più precise si rimanda al sito ufficiale della struttura sportiva. 

Alberghi, rimborso garantito (Booking, Air&BnB)

Secondo il decreto cura Italia (art. 88) “le disposizioni di cui all’articolo 28 del dl 2 marzo 2020, n.9 si applicano anche ai contrati di soggiorno da svolgere entro il 13 aprile 2020”. Ciò vuol dire che chi aveva prenotato un soggiorno in un albergo, (anche tramite Air&Bnb o Booking), ha il diritto alla restituzione totale delle somme versate. 

Viaggi prenotati dopo il 13 aprile

Per questa fattispecie si applica il Regolamento (CE) n. 261/2004 che sancisce il diritto al rimborso del biglietto nel caso in cui il volo fosse cancellato da parte della compagnia. Il passeggero ha la possibilità di scegliere tra rimborso o un imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale in data successiva a lui più conveniente. Qualora il passeggero dovesse scegliere il rimborso, questo deve avvenire entro 7 giorni (e non 15 giorni come previsto nel decreto). 
Alitalia ed Easyjet si sono rivolti ai singoli passeggeri per invitarli a contattarli sui loro siti ufficiali per richiedere un rimborso o voucher. 
Per i viaggi in treno, invece, si rimanda all’apposita sezione dedicata del relativo sito ufficiale (Trenitalia, Italo).

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