Corsi nel metaverso all’Università di Tokyo

Alice De Luca

Di metaverso si parla ormai da qualche tempo, ma non tutti sanno esattamente in cosa consiste. Il concetto è nato in realtà nel 1992 nell’ambito della letteratura fantascientifica e indica un mondo virtuale che rispecchia quello reale. In questo spazio digitale le persone reali possono interagire tra di loro e con il mondo che li circonda attraverso degli avatar, come in un videogioco. Non è un caso, infatti, che il metaverso sia spesso associato ai giochi multiplayer online.

Quello del metaverso è quindi un concetto non molto recente, ma che è tornato con forza in auge nell’ottobre del 2021. Mark Zuckerberg (fondatore di Meta), infatti, ha cambiato il nome della sua azienda in Meta Platforms. Ha così annunciato l’obiettivo di usare i social da essa controllata per creare una piattaforma sempre più potente per l’interazione e la connessione delle persone online, proprio ispirata al metaverso.

Il metaverso all’Università di Tokyo

Per tenersi al passo con i tempi, la Todai, l’Università Imperiale di Tokyo, ha deciso di organizzare dei corsi che si svolgeranno nel metaverso. Non si tratta di interi percorsi universitari, ma di singoli corsi facenti capo alla facoltà di ingegneria dell’Università, alla fine dei quali i partecipanti ricevono dei certificati. I corsi, che riguarderanno la tecnologia e l’ingegneria informatica, faranno fronte anche ad una carenza di personale registrata in Giappone per questi settori.

In cosa consistono i corsi

L’iscrizione non sarà aperta soltanto agli universitari ma anche ai ragazzi delle scuole medie e superiori e agli adulti che lavorano. Le lezioni, che si svolgeranno sia online che in presenza, si adatteranno ovviamente alle esigenze degli studenti. Nel caso dei ragazzi più giovani i corsi avranno l’obiettivo di introdurre gli allievi dell’industria tecnologica e dell’ingegneria informatica e di illustrarne le possibilità lavorative. Per chi invece è già inserito nel mondo del lavoro, i corsi saranno utili per aggiornarsi a proposito di intelligenza artificiale o delle tecnologie per la comunicazione.

Altre applicazioni del metaverso

I giapponesi hanno già utilizzato il metaverso per altri scopi, tra cui per esempio quello di reintegrare nella società i così detti hikikomori. Con questo termine si definisce un gruppo di persone che si isolano dalla società evitando qualsiasi contatto umano, anche per lunghi periodi di tempo. Si tratta di un problema molto diffuso in Giappone, dove il termine è stato coniato, ma presente anche in Italia. Il metaverso è stato quindi sfruttato per aiutare questi soggetti a reintegrarsi nella società attraverso il mondo virtuale. Questo, infatti, comporterebbe minore impegno e fatica di quello reale.