Cosa dobbiamo sapere sul Green pass?

Elena Rosa

Il Green pass permetterà agli italiani di tornare a una semi normalità. È entrato in vigore con il decreto legge del 26 aprile, che ha permesso anche la riapertura di attività commerciali, centri sportivi, scuole e Università. I fronti di discussione sono ampi. Il giudice Giorgianni lo definisce incostituzionale.

A chi verrà rilasciato

Il certificato verde sarà rilasciato a coloro guariti dal Covid-19 e alle fasce della popolazione vaccinate (escluso il vaccino Sputnik). Oppure, nel caso di necessità, sarà rilasciato a coloro che si saranno sottoposti a tampone molecolare o test rapido con esito negativo.

Permetterà gli spostamenti tra regioni e province autonome anche nelle zone arancioni e rosse, quindi rappresenterà un possibile ritorno alla quotidianità per molti studenti universitari fuori sede.

I tempi di durata saranno differenti: in caso di vaccinazione o guarigione la certificazione sarà valida 6 mesi, mentre in caso di tampone negativo avrà una durata di sole 48 ore dall’esito. Per ogni alternativa il pass cesserà la sua validità dal momento in cui il soggetto risulti positivo.

Le modalità di emissione del Green pass

Si auspica che possa essere fornito gratuitamente in modalità cartacea, in forma digitale (ancora in fase di studio) o reso visibile sul fascicolo sanitario elettronico. Potrà anche includere un codice QR per garantirne la sicurezza e l’autenticità.

Sarà emesso dalle strutture sanitarie competenti o dai medici di medicina generale. Restano ancora dubbi da chiarire sulle tempistiche di emissione per i vaccinati. Con Johnson&Johnson (una sola somministrazione) potrebbe essere rilasciato da subito, mentre con Pfizer e Moderna dopo tre settimane dalla prima dose e per i restanti vaccini anche dopo tre mesi (come ad esempio AstraZeneca).

Entro l’estate il Green pass europeo

Si attende il pass europeo in arrivo a giugno per raggiungere la piena operatività nel mese di luglio. Sarà necessario per viaggiare da stato a stato membro dell’Unione con l’obiettivo principale di favorire la ripartenza del turismo. Momentaneamente le certificazioni rilasciate dagli altri Stati membri saranno riconosciute come valide in Italia.
Per stessa ammissione del Commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton, “dal primo giugno saremo pronti. Stiamo procedendo velocemente sotto il profilo tecnico e legislativo”.

Dubbi e criticità

La norma per la creazione e la gestione dei pass a livello italiano presenta delle problematiche che non solo il giudice Giorgianni ha sottolineato. Il Garante per la Privacy ha inviato al Governo un avvertimento formale che indica primariamente la mancata definizione nella normativa del titolare del trattamento dei dati personali. Ciò comporterebbe per i cittadini l’impossibilità dell’esercizio legittimo del principio di trasparenza. Sul fronte medico, il virologo e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, Roberto Burioni si schiera contro la possibilità di rilasciare il pass a coloro che si sono sottoposti a tampone molecolare nelle 48 ore precedenti.  A sostegno della sua tesi, Burioni cita su Twitter un articolo del Journal of Clinical Microbiology: “122 marinai vengono imbarcati in un peschereccio dopo un tampone Pcr negativo. Nonostante questo a bordo parte un focolaio di Covid che colpisce l’85% dell’equipaggio”.

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