Didattica post pandemia, quali dubbi?

Maria Laura Campolo

Il tour di University Network continua. Dopo Milano, la seconda tappa è stata Roma. L’incontro, svoltosi il 7 aprile, ha avuto luogo presso la facoltà di Scienze Politiche all’Università “La Sapienza” al cospetto dell’On. Luigi Iovino e dell’immancabile presenza dei rappresentanti, veri protagonisti di questo tour.

Hanno partecipato: Azione Universitaria per La Sapienza; Controvento per Roma Tre; Medstudents per Tor Vergata e la referente di Roma per Unidad. Il loro contributo è stato fondamentale per arricchire il dibattito sulla didattica post pandemia, sollevando questioni e avanzando richieste.

Didattica a distanza tra socializzazione e infrastrutture carenti

Un tema ricorrente del dibattito ha svelato un aspetto negativo legato alla didattica a distanza, cioè il venir meno della dimensione relazionale tra studenti e studentesse. L’Università è stata riconosciuta come luogo di socialità, che offre la possibilità di fare networking. Infatti, la creazione di connessioni interpersonali viene vista come valore aggiunto. Per tale motivo, la Dad suscita preoccupazione:

Si va ad eliminare una parte della vita dello studente che non si potrà più recuperare in futuro. Al di là dei risultati della didattica, l’Università è un percorso di vita.

Alberto Bibba

La preoccupazione principale è che porti ad un aumento della pigrizia e all’abitudine di vedere aule sempre più vuote. L’intervento di Flavia Zucchetti, rappresentante di Controvento e studentessa di Ingegneria Elettronica, è stato lungimirante: “In un dipartimento come quello di ingegneria, caratterizzato da molti laboratori, considero fondamentale la presenza fisica. Tuttavia, ritengo utile, ad esempio, mantenere le registrazioni per il semestre successivo alle lezioni, in modo tale che, chi voglia sostenere l’esame nel semestre successivo e non ha preso bene gli appunti, possa visionarli in futuro“.

Alessandro Sapia, come rappresentante di Controvento, ribadisce la posizione dei colleghi. Inoltre, ritiene sia ancor più fondamentale la presenza fisica in quei corsi, come il suo in Economia e management, che prevedono l’utilizzo di particolari software.

Altra questione sollevata ha riguardato il sovraffollamento dovuto alla mancanza di strutture adeguate ad ospitare un numero elevato di studenti e studentesse. Damiano Vulpiani, rappresentante di Azione Universitaria, ha sostenuto che: “Il sovraffollamento si ripresenterà anche con la Dad in assenza di investimenti strutturali”. Il rappresentate della Sapienza ritiene più utile l’utilizzo della didattica a distanza in facoltà prettamente scientifiche ricalcando la stessa motivazione della collega di Roma Tre.

Perché essere favorevoli alla Dad

Il rappresentante di Medstudents, Gabriel Filice si è posto su un piano opposto a quello dei suoi colleghi affermando che “nella facoltà di Medicina, la Dad funziona e funziona tanto”. Infatti, il rappresentante ritiene che nella facoltà di Medicina, la Dad rappresenta un vantaggio, evitando di ricorrere a metodi illegali come le sbobinature. In merito alla socialità, rispondendo ad Alberto Bibba, il rappresentante spiega come il tirocinio sia essenziale e sia esso stesso un momento di socialità, ancor più importante delle lezioni.

L’incontro ha visto anche la partecipazione della referente di Roma, Benedetta Martusciello, dell’organizzazione studentesca Unidad. Benedetta, come studentessa di Scienze della Formazione Primaria, ha sottolineato il problema relativo al sovraffollamento della propria facoltà e di come la registrazione delle lezioni possa servire per ottimizzare la preparazione all’esame. Inoltre, ha ricordato come la figura dello studente-lavoratore abbia difficoltà a recarsi nei luoghi fisici dell’Università e di come l’Università telematica non sia la soluzione al problema dato che i costi sono abbastanza elevati. Conclude affermando:

Sicuramente la presenza va preservata, ma c’è una parte a cui non si risponde, quantitativamente non indifferente.

Complessivamente, c’è la quasi unanimità sulla possibilità di integrare la Dad per particolari categorie di studenti e studentesse come lavoratori e caregiver.

Lascia un commento