Disabilità: la situazione negli atenei italiani

Giorgia Fossati

Sono più di 3 milioni le persone con disabilità in Italia.
Circa 36mila studiano all’Università, un numero che rappresenta il 2% degli studenti universitari.
Di questi, 16 mila soffrono di disturbi di apprendimento come dislessia, disgrafia e disturbi neurologici, mentre 17mila hanno un’invalidità superiore al 66%.

Disabilità: cosa dice la legge

La legge 104 garantisce il diritto allo studio agli studenti disabili che vogliono frequentare l’Università.
Questo tramite agevolazioni e diritti, come:

  • Esenzione completa o parziale dalle tasse;
  • Borse di studio;
  • Alloggio gratuito al caregiver;
  • Supporti didattici;
  • Servizi di ristorazione a prezzo ridotto;
  • Rimborso spese per il viaggio.

Accessibilità, dati incoraggianti

Il rapporto Disabilità, Dsa e accesso alla formazione universitaria, presentato dall’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) e dal Cnudd (Conferenza nazionale universitari delegati per la disabilità) fornisce una mappatura della situazione degli atenei italiani.
Emerge che su 90 Università italiane, 86 assicurano accesso e servizi alle persone con disabilità.
Il 77% offre servizi di orientamento e il 69% dispone di servizi di tutoraggio.

Cosa non funziona per gli studenti con disabilità

Non mancano però i problemi. Solo il 28% degli atenei offre servizi di trasporto da e per il domicilio. Si riscontrano problemi nell’accesso agli alloggi per studenti con disabilità fuori sede.
Mancano inoltre piattaforme accessibili sul linguaggio dei segni.
Le difficoltà risultano particolarmente accentuate negli atenei del sud Italia.

Italia indietro rispetto all’Europa

Con un tasso di iscrizione degli studenti disabili all’Università fermo al 23%, l’Italia rimane indietro rispetto all’Europa, dove il tasso medio è del 30%.

Servono risorse non solo per il tutorato ma bisogna anche investire in nuove tecnologie di sostegno e comunicazione, nuovi servizi di trasporto e di placement ovvero inserimento nel mondo del lavoro e accesso alla ricerca dopo la laurea. Il percorso non è ancora concluso

Antonio Uricchio, presidente Anvur

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