Divieto di fumo all’aperto: guerra alle sigarette

Veronica Toppi

E se vi dicessero che da domani fosse vietato fumare anche per strada? Divieto di fumo ovunque?

Il 16 gennaio 2003 veniva varata la legge “antifumo” che sanciva il divieto assoluto di fumare all’interno dei luoghi chiusi, ad eccezione di quelli contrassegnati per solo fumatori.

Oggi, Beppe Sala, sindaco di Milano, fa un passo avanti e la sua sembra essere una decisione piuttosto seria e futuro oggetto di discussione: divieto di fumo anche all’aperto nelle vicinanze di fermate di autobus e tram, o dove ci sono affollamenti di persone. La proposta, presentata il 18 gennaio presso un incontro con i cittadini nel quartiere Isola, trova spazio nel nuovo piano Aria e Clima, che dovrà approvare il consiglio comunale entro marzo.

Lo scopo di questa misura è bilaterale: preservare la salute propria e dei cittadini sottoposti a fumo passivo, ma soprattutto limitare la quantità di aria nociva che intossica l’ambiente. Milano si trova al centro della questione smog, con un indice di respirabilità rilevato negli ultimi giorni peggiore di Delhi (India). Il dato è agghiacciante e obbliga a porre un occhio di riguardo ad una situazione sempre più critica.

Divieto di fumo esteso

Dal 2030 il divieto di fumo sarà esteso a luoghi quali piazze, parchi o code di persone davanti a musei o servizi pubblici.

“Riteniamo che non sia giusto che un cittadino debba subire il fumo altrui. Possiamo imporre il divieto attraverso un’ordinanza comunale. Altrimenti il rischio è che si chiuda la questione inquinamento tra traffico e riscaldamento. Ma c’è altro.” Queste le parole di Beppe Sala, il quale auspica ad un serio provvedimento che possa essere accolto e rispettato in primis dai cittadini, protagonisti attivi della vita in città.

Approvato già da alcuni consiglieri, altri lo definiscono un’arma di distrazione sociale. Senza dubbio si può però affermare che sia un passo lungimirante, che offre ottimi spunti di riflessione.

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