Emergenza Covid-19: laurea anticipata per 87 infermieri

Sabrina Ciamarra

In piena emergenza Coronavirus, le Università decidono di attivarsi in un modo ”semplice” ma efficace: anticipando le lauree in infermeria. In questo modo, tutta una serie di nuovi professionisti potranno subito scendere in campo nella lotta al virus (che nelle scorse ore è stato dichiarato pandemia).

Nei primissimi giorni di marzo, infatti, 87 studenti dell’Università degli Studi di Milano si sono laureati con oltre un mese d’anticipo. Questo significa avere 87 nuovi infermieri tra le corsie lombarde, epicentro dell’emergenza.

Laurea anticipata a Martina Fasiello

A seguito della richiesta della Regione di personale formato, sono stati quasi 100 i laureandi che hanno deciso di anticipare il loro appello di laurea. Tra questi anche Martina Fasiello, una studentessa pugliese di 24 anni. Secondo quanto afferma la ragazza ”è stata un’impresa”. Ha dovuto rinunciare a una laurea ”normale”, agli abbracci di parenti e amici. Interrompere il suo studio per la tesi troppo presto. Terminare il lavoro di un mese e mezzo in una sola settimana. Prepararsi in fretta all’Esame di Stato. Ma, nonostante tutto, il suo sacrificio è stato premiato, e già dalla giornata di ieri si è potuta iscrivere all’ordine degli infermieri.

Sicuramente una laurea particolare la sua, che di certo non si immaginava. Non in Ateneo, ma a casa di sua zia in Brianza. “Una laurea diversa dalle altre, troppe cose cambiavano in poco tempo, non avrei mai immaginato di laurearmi a casa, su Skype: avevo pianificato tutto, non poteva finire cosi!” rivela al Corriere la ventiquattrenne leccese. Ma malgrado le ansie e le paure, Martina ha deciso di rispondere all’appello, anche per dimostrare il valore dei giovani (come spiega in un’altra intervista).

”È stata davvero impegnativa, scrivevo la tesi e studiavo per l’esame di Stato, ma non riuscivo ad arrendermi: dovevo farcela, dovevo mettermi subito in campo. Fare l’infermiera è sempre stato il mio sogno” leggiamo ancora su un post Instagram del quotidiano nazionale, dedicato alla ragazza.

Il post del Corriere dedicato a Martina

Quando le è stato chiesto se avesse paura di iniziare il suo percorso professionale in un momento in cui gli infermieri corrono sicuramente più rischi rispetto al solito, lei risponde che tutto questo fa parte del suo lavoro, e va accettato e affrontato. Come i suoi 86 colleghi, Martina ha dimostrato coraggio, che si spera possa inspirare tanti altri in questa situazione altamente delicata.

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