Erasmus in Italia per studenti italiani: la proposta

Alice De Luca

Era il 1987 quando nacque il programma Erasmus, acronimo di EuRopean community Action Scheme for Mobility of University Students. Non tutti sanno, però, che il nome del progetto si lega anche alla figura di Erasmo da Rotterdam. Egli fu un teologo, filosofo e umanista che per diversi anni nel corso del quindicesimo secolo viaggiò in tutta Europa, con lo scopo di conoscerne le diverse culture. Da sempre l’Erasmus è consistito nella possibilità di spostarsi in un altro paese dell’Unione Europea per svolgervi un determinato periodo di studio. Oggi però si profila l’ipotesi per gli studenti italiani di un Erasmus in Italia, “fatto in casa”.

In cosa consiste l’idea

Il finanziamento di 13 miliardi di euro, stanziati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per progetti di formazione e di ricerca, è stato avviato. Tra le proposte su cui investire una delle più interessanti è stata proprio la possibilità per gli studenti italiani di svolgere il programma Erasmus in Italia, in un’Università diversa da quella di provenienza. La ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha rivelato che la richiesta è arrivata da alcuni studenti, ma si dichiara disponibile ad accoglierla.

Erasmus in Italia: i vantaggi

In un’intervista realizzata dal Corriere della Sera, la ministra Messa ha sottolineato che l’idea di uno scambio in Italia non sia stata dettata solo da un’esigenza causata dalla pandemia. Più in generale si ritiene che un progetto simile potrebbe favorire la creazione di reti e connessioni, lo scambio dei saperi e l’abolizione dei confini. Caratteristiche che sono fondamentali nel mondo universitario e nella ricerca, ma che sono da perseguire anche nella società in genere.  

La ministra ha riconosciuto che la natura del programma Erasmus continua a risiedere nella sua dimensione internazionale. Tuttavia ha promosso anche un’idea di movimento interno alla nazione, grazie alla quale gli studenti possano spostarsi tra le diverse realtà accademiche.

Come realizzarlo

In realtà già oggi esiste a livello accademico una certa mobilità sul territorio, che però è riservata a professori e ricercatori. Per realizzare il progetto Erasmus interno all’Italia, la ministra potrebbe valutare di estendere questo modello anche agli studenti. Messa ha infatti dichiarato che grazie al PNRR saranno triplicati gli alloggi per i fuori sede, raggiungendo entro il 2026 le cento mila unità. Saranno inoltre aumentati gli importi delle borse di studio, soprattutto per i fuori sede e le studentesse nelle materie STEM. Tutte iniziative il cui obiettivo è promuovere la mobilità e la conseguente possibilità di creare connessioni, che secondo la ministra restano il motore dell’innovazione.

Lascia un commento