Università, esame di stato: a novembre prova orale

Sofia Gigliotti

Il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi con il DM 661 del 24 settembre 2020 ha annunciato le modalità dell’esame di stato di novembre. L’emergenza sanitaria aveva già portato a dei cambiamenti per i test di ammissione all’Università. Gli studenti sosterranno il 23 novembre 2020 una prova orale, così come si era tenuta la prova estiva. In particolare si tratta di chi eserciterà le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo, odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare, dottore commercialista, esperto contabile e revisore legale.

Tirocinio

Dove previsto per l’abilitazione all’esercizio della professione, gli studenti devono svolgere il tirocinio all’interno del percorso di studio o successivamente ad esso. Questo ha infatti destato molti problemi all’interno degli atenei che per quest’anno hanno dovuto garantire la frequenza ai tirocini tenendo conto dell’emergenza covid. Alcuni di essi infatti sono dovuti ricorrere a tirocini online, penalizzando però la preparazione degli studenti.

Esame abilitante

La scelta di una prova orale ha accentuato ancora di più la scontentezza degli studenti che erano già scesi in piazza per protestare. L’esame orale infatti penalizza gli studenti, poiché renderebbe la selezione “meno logica” rispetto alle precedenti. Lo stesso Manfredi aveva dichiarato che avrebbe provveduto a eliminare l’esame di stato abilitante (come già fatto per la professione medica), ma nulla è cambiato.

Proteste

Come afferma Enrico Gulluni,  coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari: “la cosa più sconfortante è che il ministro ha preso questa decisione ignorando completamente le sollecitazioni delle organizzazioni di rappresentanza studentesca”. Infatti negli scorsi giorni l’Unione degli universitari aveva espresso la necessità di risolvere il tema dell’ esame di stato per le abilitazioni professionali. Questi hanno lanciato una petizione che ha ottenuto grande consenso tra gli studenti, raggiungendo addirittura le 10mila firme. Per stessa ammissione di Gulluni, vi sono inutili costi da sostenere (oltre al time consuming) da parte dei neo-laureati prima di potersi inserire a pieno nel mondo del lavoro.

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