Foggia: disorganizzazione universitaria post Covid-19

Tea Maistro

A partire da settembre abbiamo avuto modo di vedere quanto siano variegate le forme di riapertura proposte dalle Università. Alcuni studenti stanno sperimentando il modello blended, altri frequentano le lezioni in presenza, altri seguono le lezioni online come avveniva durante il lockdown. Ma in mezzo a questo ampio insieme di proposte c’è un caso che fa eccezione, quello dell’Università di Foggia. A Foggia gli studenti di Infermieristica e Giurisprudenza non sanno ancora cosa spetterà loro.

Caos lezioni a Foggia

È uno studente del quinto anno di Giurisprudenza a esprimere il disagio che lui e i suoi compagni di corso stanno provando. Gli studenti si dicono delusi dalle organizzazioni studentesche che anziché tutelare gli studenti sembrano essere accondiscendenti verso l’amministrazione inefficiente dell’Ateneo.
Gli studenti del foggiano credevano che sarebbero rientrati in aula a partire dall’11 settembre, come è successo in molte Università italiane. Tuttavia ancora oggi non è possibile per loro accedere ad un calendario delle lezioni definitivo e per questo la maggior parte degli studenti sta incominciando ad organizzarsi per conto proprio. Stanno così studiando argomenti non ancora spiegati dai professori, dato che non sono state organizzate lezioni né in presenza né online.

Caos esami a Foggia

Ma se si parla di disorganizzazione per le lezioni, non si può non parlarne anche per quanto riguarda gli esami, la gestione dei quali non sembra competere a nessuno. Infatti alla richiesta di chiarimenti in merito a tale argomento da parte degli studenti, i professori hanno detto di non essere informati riguardo questo tema.
Ironicamente sembra che gli studenti di Giurisprudenza dell’Università di Foggia non dovranno frequentare lezioni né sostenere esami durante questo anno accademico. Tuttavia gli studenti hanno pagato le tasse universitarie (che tra l’altro sembrano essere di anno in anno sempre più salate, come sottolineato da uno studente).

Piattaforma e-learning: il maggior spreco

Ciò che è ancora più assurdo è il fatto che l’Università possieda una piattaforma e-learning molto efficiente e costosa che però non è utilizzata. Dunque l’Università avrebbe la strumentazione adatta ad erogare lezioni online per continuare sulla linea della didattica a distanza ma ciò non avviene.

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