Campania: 329 mila laureati al Nord

Maria Pilo

L’emigrazione al Nord dalle regioni del Sud e del Mezzogiorno è, per il nostro Paese, quasi una costante. Tuttavia, una regione, la Campania, detiene il record di cervelli in fuga.

La fuga di cervelli dalla Campania

Il dossier regionale Caritas, presentato all’Università Suor Orsola Benincasa, mette in luce dei dati allarmanti. Su un milione e 136 mila giovani (prevalentemente laureati) emigrati al Nord negli ultimi 10 anni, 329 mila provengono dalla Campania. La regione detiene il record di cervelli in fuga: il 29%, la percentuale più alta di tutto il Sud. Tra tutte le città, quella da cui si emigra di più è proprio il capoluogo, Napoli, da cui sono partiti in 170 mila.

Si potrebbe pensare, erroneamente, che la regione non investa abbastanza nell’istruzione. In realtà, i dati affermano il contrario: la Campania è la regione che spende di più nella formazione dei giovani (il 5,9% del Pil, a differenza delle regioni del Nord in cui si spende il 2,6%). Inoltre, è evidenziato anche un altro dato importante, ovvero il calo demografico: in sette anni si sono registrati 279 mila abitanti in meno.

La povertà in Campania

La povertà è uno degli altri temi al centro del dossier Caritas. Si parla di “povertà intergenerazionale”, ossia quando la povertà si trasmette di generazione in generazione. Il fenomeno è preoccupante. Delle 27 mila famiglie che lo scorso anno hanno avuto accesso ai servizi Caritas, nessuna ha migliorato la propria condizione. A ciò è connessa anche la situazione dei lavoratori e, ancora una volta, i dati non sono confortanti: il 34,6% di disoccupati, il 19,3% di casalinghe e il 17,5% di lavoratori in nero. Il tasso di occupazione nella regione è del 41,3%.

L’analisi ci consegna anche i dati sul livello d’istruzione delle persone che si rivolgono alla Caritas: il 44,2% ha la licenza media inferiore, a seguire il 18,8% ha la licenza elementare.

Don Carmine Schiavone, referente Caritas Campania, afferma: “le richieste di aiuto hanno superato il 50 per cento in più, siamo in difficoltà, non reggiamo, le istituzioni si appoggiano tanto sulla risposta immediata che noi possiamo dare, si delega troppo.”

Donne e lavoro

La situazione del lavoro per le donne non è certo tra le migliori. I dati ci riportano che a lavorare è meno di una donna su tre, e solo sei su dieci, nonostante una laurea, accedono alla professione. Occorre un cambio di passo. Ad affermarlo è anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “l’accesso al lavoro femminile è una delle grandi sfide del Pnrr. È una sfida per il Mezzogiorno, per la Campania, per l’Italia perché per avere più crescita chiaramente dobbiamo avere più accesso delle donne al lavoro.”

La mancanza di attenzione della politica verso il Sud

Il Presidente della regione Vincenzo De Luca, intervenuto alla presentazione del dossier, ha criticato la scarsa attenzione della politica verso il Sud, affermando: “vi sembra che la nostra classe dirigente possa affrontare il tema Sud? Nel 2050 avremo la metà degli abitanti della Campania, questo è un dato che sembra non interessare a nessuno”.

Anche Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, è intervenuto dichiarando: “Il nostro welfare non regge più, è evidente, negli anni Cinquanta il Pil del Sud era il 52,9 per cento, oggi 54 per cento, in 72 anni, nonostante tutte le discussioni, nulla si è fatto di concreto.”

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