Gender gap STEM: le iniziative per colmarlo

Maria Laura Campolo

La transizione ecologica e digitale cui il nostro Paese è chiamato a prendere atto determinerà un radicale mutamento nel mercato del lavoro. Se dunque è vero che la transizione ecologica cammini in concomitanza con l’innovazione tecnologica, ciò significa che saranno necessari sempre più professionisti con competenze scientifiche. Si tratta dei laureati STEM (acronimo inglese che sta per “Science, Technology, Engineering and Mathematics”), tra i quali si registra il fenomeno del gender gap.

Il fenomeno del gender gap STEM

L’Osservatorio Talents Venture in collaborazione con STEMiamoci di Asselombarda ha condotto un’importante studio per sondare il fenomeno del gender gap in ambito STEM. Come dimostrato dai dati, nel sistema universitario italiano le donne rappresentano il 55% degli iscritti e in ambito STEM solo il 37%. Cambiando prospettiva, su 100 ragazze iscritte all’Università, solo 18 donne su 100 si dedicano allo studio delle discipline STEM. Nonostante la partecipazione di donne ai corsi STEM sia inferiore rispetto a quella degli uomini, le prime conseguono risultati migliori rispetto ai secondi, ma comunque l’accesso al mondo del lavoro rimane penalizzato, motivo per cui molte sono disposte a rinunciarvi in partenza. Infatti, si registra sia un tasso di occupazione maggiore per gli uomini sia un divario salariale che vede le donne guadagnare di meno rispetto ai loro colleghi maschi.

Al fine di cogliere le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale, sarà quindi necessario colmare il gender gap tra i laureati in ambito matematico-scientifico. Fortunatamente, esistono già alcune iniziative in merito. Tra queste, STEMiamoci“, un progetto lanciato da Assolombarda, per ridurre concretamente il gender gap e valorizzare il ruolo delle donne nel tessuto culturale e produttivo. Infatti, l’associazione Assolombarda ha messo a disposizione borse di studio per le dieci studentesse più meritevoli iscritte al primo anno di corsi di laurea STEM.

Amazon Women in Innovation: al via quarta edizione

Altra iniziativa che merita di essere menzionata è l’Amazon Women In Innovation, lanciata dall’omonima azienda per supportare la formazione femminile nelle discipline matematico-scientifiche. Il progetto, facente parte del programma Amazon in the Community, è giunto oggi alla quarta edizione e prevede l’erogazione di borse di studio per l’anno accademico 2021/2022. Tuttavia, il progetto non è aperto a tutte le Università italiane. Infatti, Amazon eroga le borse di studio nelle città in cui si trovano il Centro di Sviluppo, gli Uffici Corporate, i Centri di Distribuzione e la sede del Customer Service. Sono quindi coinvolte l’Università di Roma Tor Vergata, l’Università degli Studi di Cagliari e il Politecnico di Milano e Torino.

Il progetto di borse di studio prevede un finanziamento di sei mila euro all’anno, per tre anni, a beneficio di quattro studentesse selezionate mediante criteri di merito e di reddito. Al supporto economico, si aggiunge un percorso di mentorship curato dai manager dell’azienda. Il fine è quello di sviluppare competenze ad hoc, necessarie per l’inserimento nel mondo del lavoro.

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