Combattere lo stress coi videogiochi

Marta Buiatti

Rossa, gialla, arancione, le zone cambiano colore ma il livello di stress resta lo stesso. Aggiungendo l’ansia per il futuro, e la sessione che avanza, è facile intuire come lo stress a cui sono sottoposti gli studenti non sia cosa da poco. Se cercare rimedi allo stress tutto il giorno e bere camomilla prima di dormire non aiuta, forse c’è un’altra soluzione che vale la pena tentare: piantare un fiore, fermare orde di zombie, sventare un omicidio. Ecco alcune valide opzioni da mettere in pratica per essere più sereni. A fermare lo stress dei colori delle regioni saranno quindi i colori dei videogiochi.

Infatti, se non avete colto il collegamento tra le azioni proposte, è semplicemente perché non siete degli assidui gamer, motivo per cui non potete considerarvi rilassati come vorreste. A sostenere che i videogiochi rendano più felici e rilassati è la nuova ricerca scientifica condotta dall’Università di Oxford attraverso l’Internet Insititute, in collaborazione con Nintendo ed Electronic Arts. Queste due aziende, attive nel settore dei videogiochi, hanno fornito alcuni dati che hanno reso possibile la ricerca.

Chiunque sarebbe disposto a sostenere il contrario, affermando che giocare ai videogiochi aumenta i livelli di stress psicologico. Infatti, le analisi di questa ricerca si trovano in pieno contrasto con ricerche simili condotte negli ultimi 40 anni. Eppure, le analisi del team di ricercatori guidato dal professor Andrew Przybylski non mentono. Lui stesso ha illustrato i risultati ottenuti alla BBC: “Se giochi per quattro ore al giorno, tutti i giorni, ad Animal Crossing New Horizons, sarai propenso a dire di essere più felice di chiunque non lo faccia”.

La ricerca sui videogiochi

I risultati della ricerca scientifica si basano sull’analisi di un campione composto da oltre 3200 videogiocatori maggiorenni, di cui sono state esaminate le abitudini di gioco. A cadenza regolare poi, usando i metodi di ricerca statistica, sono state misurate le loro emozioni dopo le sessioni di gioco. Il risultato della ricerca dimostra come questi gamer si sentissero molto più felici e rilassati a fine partita.

Via GIPHY

L’analisi si basa in realtà solo su due videogiochi, Animal Crossing New Horizons e Plant vs. Zombie Battle for Neighborville, ma Przybylski non esclude che possa essere applicata anche ad altri videogiochi. Egli afferma la possibilità di applicare lo stesso concetto a tutti i videogiochi esistenti o comunque ad una buona parte. Va considerato che i due videogiochi presi in analisi per la ricerca scientifica, contengono al loro interno dinamiche sociali, variabile di cui tener conto.

Le esperienze di connessione sociale e di competenza sono infatti ancora più importanti del tempo effettivo che un giocatore investe nei videogiochi.

Via Oxford Internet Institute

Questa immagine mostra le associazioni positive osservate tra le ore di coinvolgimento nei videogiochi e le segnalazioni di benessere dei giocatori.

I ricercatori di Oxford hanno analizzato l’associazione tra tempo di gioco oggettivo e benessere. Essi hanno preso in considerazione i ruoli delle esperienze dei giocatori, i sentimenti di autonomia, competenza, divertimento e sentirsi spinti a giocare, in relazione al benessere.

Il professor Przybylski afferma di non escludere un eventuale approfondimento delle ricerca. Auspicando di poterla condurre in collaborazione con studiosi di altre discipline. Arrivando, nella migliore delle ipotesi, a formulare nuove teorie sulle dinamiche del bullismo e della creazione di legami sociali stabili. Non resta quindi che prendere atto di questa ricerca e provare da sé l’effettivo potenziale positivo: let’s play!

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