Nessun visto speciale per gli universitari italiani: per la GB non sono meritevoli

Giorgia Fontana

Dal 30 maggio 2022 il Regno Unito rilascerà il nuovo visto speciale soltanto agli studenti delle migliori Università del mondo: tra queste, il governo britannico non ha inserito nemmeno un ateneo italiano.

Il problema del visto dopo la Brexit

È da quando ha abbandonato l’Unione Europea che la Gran Bretagna ha notevolmente diminuito il rilascio dei visti. Oltre quelli turistici, li ottengono solo coloro con un’offerta lavorativa valida o con altri requisiti, come un reddito minimo di 30.000 euro. 

La riforma del visto speciale

La questione del visto speciale è legata al recente proposito del Regno Unito di attirare soltanto individui ad alto potenziale. Alla ricerca di giovani talenti, il Governo ha scelto di filtrare l’ingresso di studenti interessati a rimanere permanentemente in Gran Bretagna. Il visto avrà un costo di 715 sterline, all’incirca 900 euro. Permetterà ai laureati di restare nel Regno Unito due anni, o tre con un dottorato di ricerca. Non è necessario essere già in possesso di un lavoro: il visto speciale sarà disponibile soltanto agli studenti provenienti dalle Università d’eccellenza selezionate

37 atenei in lista: 5 europei e nemmeno uno italiano

È stato il governo britannico a stilare l’elenco, basandosi su tre classifiche universitarie internazionali: la QS World University Rankings, la Academic Ranking of World Universities e quella del Times Higher Education. Tra i 37 atenei, sono presenti soltanto 5 Università europee: Il Politecnico svizzero di Losanna e quello di Zurigo, l’Università di Monaco in Germania, l’Università di Scienze e Lettere di Parigi e la Karolinska di Stoccolma. Nessun ateneo italiano è stato ritenuto abbastanza valido da rientrare nella selezione.

Dalla Brexit, il Regno Unito punta a diminuire l’arrivo di manodopera a basso costo e attrarre più giovani talentosi alla ricerca di opportunità lavorative. Parte del suo obiettivo lo ha già raggiunto: mentre il numero di europei in ingresso è crollato, la Gran Bretagna ha registrato un boom di arrivi dall’Asia e dall’Africa.

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