No al Green Pass nelle Università, tra i sostenitori Alessandro Barbero

Elena Rosa

Contro il Green Pass obbligatorio non solo studenti ma anche 150 docenti universitari. Tra i nomi dei firmatari spicca il noto docente di Storia Medievale dell’Università del Piemonte Orientale, nonché storico e divulgatore televisivo Alessandro Barbero. La ministra Messa risponde all’appello.

L’appello contro il Green Pass

Dal primo settembre è stato reso obbligatorio il Green Pass per trasporti, Università e scuole. Molti docenti universitari, vaccinati e non, hanno reso noto il loro dissenso attraverso un manifesto.

L’obiettivo è quello di ribadire il ruolo inclusivo dell’Università. Sottolineare quanto il Green Pass rappresenti uno strumento discriminatorio e un pericoloso strumento di penalizzazione per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. L’auspicio dei promotori è che altri colleghi continuino a sottoscrivere l’appello per garantire un ampio dibattito nell’Accademia e ostacolare ogni tipo di discriminazione.

In chiusura parole taglienti verso il decreto n.111 del 6 agosto 2021: “Quella del ‘green pass’ è una misura straordinaria, dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere. Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto, per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l’accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari. Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione”.

L’opinione di Alessandro Barbero

Tra i firmatari anche lo storico Barbero che ha subito generato una notevole attenzione mediatica. Nel convegno del 4 settembre, organizzato dalla Fiom-Cgil di Firenze, il divulgatore ha espresso il suo disaccordo:

Un conto è dire Signori abbiamo deciso che il vaccino è obbligatorio perché è necessario, e di conseguenza, adesso introduciamo l’obbligo, io non avrei niente da dire su questo, un altro conto è dire ‘no, non c’è nessun obbligo, ma semplicemente non puoi più vivere, non puoi più andare all’università: però non c’è l’obbligo nel modo più assoluto

Concludendo con “Credo che Dante il girone degli ipocriti avrebbe trovato modo di riempirlo fino a farlo traboccare scegliendo tra i nostri politici di oggi”. 

La risposta della ministra dell’Università

In difesa la ministra Messa ha commentato così a Radio24:

Bisogna pensare agli altri in questo momento e non a se stessi. Capisco che uno possa pensare che questa sia una lesione della propria libertà individuale, ma esiste una libertà collettiva che ha prevalenza”. Proseguendo: “Gli studiosi sono persone, hanno le loro opinioni che portano avanti, in genere, non tutti purtroppo ma la maggior parte, sulla base dello studio. Io li ascolto assolutamente perché credo serva sempre ascoltare, ma poi bisogna tenere ferma la barra e andare avanti