Harvard: il silenzio sulle molestie sessuali di John Comaroff

Lorenzo Tosi

Margaret Czerwienski, Lilia Kilburn e Amulya Mandava hanno citato in giudizio l’Università di Harvard per non aver preso in considerazione le accuse di sexual harassment contro John Comaroff, docente di antropologia. La questione ha diviso la facoltà, considerato che diversi illustri accademici si sono schierati dalla parte del collega.

Margaret Czerwienski, Lilia Kilburn e Amulya Mandava. Immagine di Vanessa Leroy per il New York Times

Le accuse contro il docente di Harvard

Le tre studentesse hanno intentato una causa presso il tribunale federale di Boston, accusando l’Università di aver ignorato le accuse di molestie sessuali perpetrate da Comaroff e di avergli permesso di intimidire gli studenti minacciando le loro carriere accademiche qualora lo avessero denunciato.

Amulya Mandava ha dichiarato che Comaroff l’aveva riempita di attenzioni indesiderate, facendo commenti inopportuni in merito all’“eccessiva scollatura” dei suoi vestiti. La studentessa ha dichiarato che il suo comportamento era “oggettivante e fuori dai limiti”. Anche Margaret Czerwienski ha riportato comportamenti inopportuni compiuti dall’antropologo, tanto che lo stress associato al caso le ha reso difficile completare la sua tesi.

Lilia Kilburn ha affermato che John Comaroff l’ha baciata contro la sua volontà. Così, per deviare attenzioni indesiderate, la studentessa ha dichiarato di aver detto al docente di aver trascorso le vacanze estive con la sua partner, sottolineando più volte il pronome femminile.

Comaroff, in risposta, si sarebbe lanciato in un’arringa su come, in alcune parti dell’Africa, la popolazione locale avrebbe potuto praticare lo “stupro correttivo” o ucciderla. La studentessa ha sottolineato il tono divertito del professore mentre pronunciava queste frasi raggelanti. “Questo non era un normale colloquio d’ufficio” ha dichiarato in seguito.

Gli avvocati di John Comaroff hanno contestato le accuse contro di lui. “Il professor Comaroff nega categoricamente di aver mai molestato qualsiasi studente”. Hanno dichiarato che il docente non ha mai toccato nè baciato Lilia Kilburn in maniera inappropriata; inoltre, hanno sottolineato come i suoi commenti sullo “stupro correttivo fossero dei consigli su come stare al sicuro in certe zone dell’Africa con la propria partner.

La sospensione del professore

La causa intentata dalle tre ragazze è solo l’ultima delle accuse mosse contro Comaroff, molte delle quali già dettagliate dal giornale studentesco The Harvard Crimson e dal The Cronicle of Higher Education. La campagna pubblica portata avanti dalle tre ragazze include diverse accuse anonime che risalgono a quando Comaroff lavorava presso l’Università di Chicago, prima del suo arrivo ad Harvard nel 2012.

L’impegno delle studentesse ha già riscontrato dei successi: sono infatti riuscite a provare che Comaroff aveva violato in una “condotta verbale” le politiche dell’Università sulle molestie sessuali e sulla condotta professionale. La Facoltà l’ha posto in congedo amministrativo per il semestre primaverile e gli ha impedito di insegnare per l’anno accademico successivo.

In difesa di Comaroff

La polemica ha diviso la facoltà. Nei giorni precedenti la causa, più di 90 accademici di Harvard e di altre Università hanno firmato lettere aperte difendendo Comaroff. I firmatari di Harvard includevano professori di spicco, tra cui Paul Farmer, medico e antropologo; Henry Louis Gates Jr., docente e direttore del Hutchin Center for African & African and American Research; Stephen Greenblatt, studioso di Shakespeare; Gill Lepore, storica e Randall Kennedy, docente di legge.

La loro lettera sottolinea che la discussione di Comaroff sullo “stupro correttivo” era un legittimo avvertimento sulla realtà di certe zone dell’Africa. I firmatari si sono dichiarati “perplessi” dalle obiezioni della studentessa, in quanto “si sarebbero sentiti eticamente obbligati a dare lo stesso consiglio”.

Dalla parte delle studentesse

Il giorno prima che la causa fosse intentata, altri 50 studiosi di Harvard hanno risposto in un’altra lettera aperta, criticando i difensori dell’antropologo, per essere stati troppo veloci nell’accettare e sostenere i fatti presentati dai suoi avvocati. “Appare evidente dalle lettere scritte a suo sostegno che il professor Comaroff è uno studioso con una potente rete di amici e colleghi”, che potrebbe scoraggiare altri studenti a farsi avanti, afferma l’ultima lettera.

Però, il giorno dopo la presentazione della causa in tribunale, molti docenti che in origine avevano sostenuto Comaroff si sono ritirati, inclusi Gates, Lepore, Farmer e Greenblatt, i quali hanno scritto una nuova lettera intitolata “We retract“.

Il silenzio di Harvard

Ai sensi del Titolo IX – la legge federale sull’istruzione che vieta la discriminazione sessuale – le Università devono indagare in maniera approfondita quando viene presentata una denuncia di sexual harassment. Per quanto questo compito possa essere ostico e non sempre facile, le accuse mosse dalle studentesse sono state prese dalla Facoltà con troppa leggerezza.

Alcuni membri della facoltà hanno affermato di sapere poco del caso di Comaroff, nonostante avessero firmato la lettera di sostegno nei suoi confronti. Claudine Gay – preside della facoltà di arti e scienze di Harvard – ha ammonito i sostenitori di Comaroff, ritenendo che “avrebbero potuto trarre conclusioni affrettate sul suo comportamento senza conoscerne l’intera portata”.

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