Studenti a distanza: ecco i 5 tipi

Giacomo Marini

La pandemia imperversa da mesi. Università e studenti si sono dovuti organizzare per affrontare la didattica a distanza. Chi meglio, chi peggio, alla fine ciascuno ha trovato il suo metodo per seguire le lezioni online. Abbiamo deciso quindi di provare a individuare 5 categorie di studenti in base a come affrontano questa situazione.

1. Il Pigro

Forse la tipologia più diffusa tra gli studenti a distanza. Per lui il poter frequentare le lezioni online è una fortuna. Non si deve svegliare alle 7 col buio e prendere freddo per andare in Università. Può seguire la materia più noiosa di tutte direttamente da sotto il piumone, mettendo la sveglia un minuto prima dell’inizio della lezione. La possibilità di dare gli esami in pantofole lo rasserena, ma la situazione gli sfuggirà presto di mano. Per le sveglie posticipate e le registrazioni vecchie di settimane da recuperare, finirà trovandosi 12 totali da dare all’ultimo appello senza passarne mezzo. A nulla servirà l’aver provato a tenere il libro sotto il cuscino sperando di assorbire qualcosa per osmosi.

2. L’Efficiente

È l’antagonista numero uno del Pigro, che però in fondo lo invidia. La sera prima di andare a dormire prepara la postazione di studio per il giorno dopo. Sito dell’Università già aperto, occhiali anti luce blu sulla scrivania, moka riempita e fornello solo da accendere (i più tecnologici invece avranno già messo la cialda nella macchinetta). Si alza dieci minuti prima che suoni la sveglia, si veste come se dovesse andare in aula e registra le lezioni per potersele riascoltare tutte almeno due volte. Il suo semestre sarà un trionfo, tutti i parziali passati con voti eccellenti ed esami finiti entro il primo appello. Passerà il mese e mezzo successivo a fissare il soffitto perché tanto sarà chiuso in casa per il lockdown.

3. Il Multitasking

Per lui seguire da casa significa meno tempo perso, e meno tempo perso significa poter fare più cose. Accende il PC ed apre la lezione online, in un’altra scheda Whatsapp Web, Instagram sul cellulare, Youtube sul tablet. Inizia a prendere appunti mentre risponde a due messaggi, intanto gli squilla il telefono e organizza l’aperitivo a fine giornata, sotto segue il video giornaliero di Montemagno e intanto si aggiorna sulle ultime storie dei Ferragnez. Risultato: negli appunti di diritto privato scriverà che Chiara Ferragni ha acquisito per usucapione la proprietà di due spritz. Ennesima giornata di studio sprecata. Supplicherà poi Il Diligente di passargli i suoi appunti, inventandosi un problema tecnico al PC che gli avrebbe fatto perdere tutto.

4. Il Copione

La didattica a distanza è per Il Copione una lama a doppio taglio. Se da un lato dovrà abbandonare tutti i metodi sperimentati durante gli anni di liceo per copiare in presenza, dall’altro è elettrizzato dall’idea di sperimentare nuove tecniche da casa. Passa più tempo a progettare trucchi per non farsi scoprire che a studiare. Auricolari microscopici, doppi schermi, amici in collegamento telepatico, Il Copione finirà il semestre con conoscenze tecnologiche degne di Steve Jobs. Se avesse messo nello studio la metà dell’impegno che ha dedicato a queste tecniche, si sarebbe già laureato. Ma si sa, per Il Copione un 18 senza aver aperto libro vale più di un 30 e lode.

5. Il Nostalgico

Il Nostalgico è quello che non ne può più. Lui l’Università ha bisogno di viverla. Gli manca il caffè coi compagni tra una lezione e l’altra, gli manca arrivare a lezione all’ultimo secondo e pregare di trovare ancora un posto a sedere, gli manca la pausa studio in biblioteca ancora prima di iniziare a studiare. Per rimediare si è comprato uno schermo 50 pollici per vedere i docenti a grandezza naturale e un impianto surround che lo fa sentire in aula. Organizza sessioni di studio su Zoom con gli amici o gli altri studenti a distanza, ma li silenzia tutti perché in biblioteca vuole silenzio. Il Nostalgico è quello che soffre di più per questa situazione e spera di tornare presto in presenza. Anche perché non vede l’ora di tornare a lamentarsi con tutti dei problemi dell’Università. E a quel punto racconterà di quanto gli manchino le lezioni a distanza.

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