Il Fondo StudioSì: l’Europa per gli studenti del Sud

Manlio Adone Pistolesi

Il Fondo StudioSì nella scorsa settimana ha stanziato i primi due dei suoi 93 milioni di euro. Il fondo europeo, finanziato dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), punta a migliorare gli indicatori relativi ai laureati STEM. Infatti, nel gruppo di discipline Science, Technology, Engineering and Mathematics il nostro Paese si trova sotto la media OCSE. Inoltre, l’investimento vede come principali beneficiari gli studenti residenti nelle otto regioni del Mezzogiorno.

Cos’è il Fondo StudioSì

StudioSì rientra nel PON Ricerca e Innovazione 2014-2020. Il MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, coadiuvato dal Fondo Sociale Europeo ha istituito questo programma per finanziare gli studi dei giovani provenienti dalle aree meridionali del Paese, le più svantaggiate. 

Il fondo punta a promuovere i percorsi universitari rientranti nelle dodici aree così ripartite: Aerospazio; Agrifood; Blue Growth (economia del mare); Chimica verde; Design, creatività e made in Italy; Energia; Fabbrica intelligente; Mobilità sostenibile; Salute; Comunità intelligenti, sicure e inclusive; Tecnologie per gli ambienti di vita; Tecnologie per il patrimonio culturale.

Per usufruire del fondo bisogna rientrare nei seguenti criteri:

essere residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Inoltre, risultare iscritti o pre-iscritti a percorsi di istruzione terziaria. Oppure, non risiedere nelle regioni sopracitate ma frequentare un’Università all’interno di quei territori (per un massimo del 25% delle risorse stanziate);

essere iscritti o pre-iscritti a lauree magistrali o a ciclo unico. O ancora ammessi a un master di primo o di secondo livello, oppure a una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal MUR.

Il Fondo StudioSì: cos’è e come funziona
Il Fondo StudioSì: cos’è e come funziona

Il finanziamento, in forma di prestito, potrà arrivare fino a 50.000 euro per singolo studente. Coprirà le tasse universitarie, vitto, alloggio, le spese relative al materiale didattico e agli spostamenti. Invece, non coprirà le tasse relative ad eventuali anni accademici fuori corso. 

StudioSì potrà essere erogato in singola o più tranches – sarà il contratto con gli istituti bancari a stabilirlo. Infatti, la BEI ha affidato l’erogazione a Intesa San Paolo e Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Solo attraverso questi due operatori finanziari si potrà fare domanda per il fondo.

Come fare domanda

Dal 1° settembre ci si può recare negli istituti sopracitati per fare domanda. Il Fondo StudioSì concluderà gli investimenti entro il 30 giugno 2023. Se sarà necessario aprire un conto corrente, per richiedere il finanziamento, la procedura sarà completamente gratuita (imposte di bollo escluse). Bisognerà esibire prova dell’iscrizione universitaria e, qualora le tasse di quest’anno fossero già state pagate, la relativa documentazione finanziaria. 

StudioSì presentato dal Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea

Nei contratti stipulati verranno stabiliti degli obiettivi da raggiungere, per esempio il numero di CFU entro una data. Se non raggiunti lo studente avrà sei mesi ulteriori per recuperare, senza alcun blocco delle successive tranches. Lo studente dovrà comunque completare i propri studi entro e non oltre il 31 dicembre 2025. I finanziamenti saranno sempre a tasso zero e non sarà richiesta alcuna garanzia.

I tempi dei rimborsi saranno stabiliti dagli operatori bancari. I piani di ammortamento non potranno comunque superare i 20 anni. 

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