Il MO.S.E: quando i giovani fanno la differenza

Karoline Gapit

Il MO.S.E  (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) è un progetto finalizzato alla difesa delle acque alte a Venezia. Quest’opera è stata spesso chiamata in causa in questi ultimi giorni, dopo che una marea record ha invaso tutta Venezia.
Il capoluogo veneto infatti è stato sommerso da una marea che ha raggiunto oltre i 180cm, propagandosi in piazze, abitazioni e persino negozi.

Ad oggi, la spiacevole vicenda veneziana di assoluta priorità dell’Italia. Lo Stato italiano ha attivato il numero solidale (45500), per effettuare donazioni di €2 via SMS e chiamata.
Non solo, anche numerosi IBAN sono stati forniti per poter dare un contributo, anche da lontano, per questo disastro.
Sfortunatamente la marea ha mietuto due vittime di Pellestrina, dove anche numerosi abitanti incolpano il mancato funzionamento delle pompe per i pesanti allagamenti di martedì 19 novembre.

Ogni lunedì con Gianluca Daluiso alle ore 17, sul canale Instagram di University Network,  si spiegano diversi temi di attualità. Lo scorso lunedì, Gianluca Daluiso nella puntata del Talking About, ha parlato del MO.S.E di Venezia e delle varie responsabilità.
Emerge in primo luogo come quest’opera sia stata progettata a seguito di un lungo iter, durante il quale il sistema di peratorie alle bocche di porto è stato anche confrontato con numerose soluzioni alternative.

Ingenti fondi sono stati destinati alla costruzione MO.S.E, (circa 6 miliardi) ma questi risultano non essere sufficienti, in quanto il processo di realizzazione è fermo al 90%. Di fatto, il MO.S.E ha fatto nascere diverse vicende giudiziarie, che ha visto nel calderone delle tangenti anche l’ex governatore della Regione Veneto, Giancarlo Galan e lo stesso ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni.

C’entrano davvero i cambiamenti climatici?

La tragicomica vicenda del Consiglio Regionale del Veneto di mercoledì 12 novembre, dopo aver respinto un emendamento per le energie rinnovabili, ha visto i consiglieri fuggire d’urgenza dalla sala che si era riempita d’acqua.
In tutto questo: i cambiamenti climatici c’entrano davvero? A seguito di un sondaggio di Instagram, i followers di University Network hanno votato a favore (col 93% dei sì), sostenendo dunque che i cambiamenti climatici sono una vera realtà da tener presente e che la politica ha ancora una volta voltato le spalle.

I giovani che fanno la differenza

Anche per questo i giovani di Fridays for Future si sono mobilitati per rimettere in piedi Venezia. I ragazzi sottolineano come portare aiuti ai negozi, biblioteche e scuole sia parte integrante della loro mobilitazione, che non si ferma ai soliti slogan e manifestazioni in piazza.

Inoltre, i giovani manifestanti, insieme ad alcuni studenti dell’Università Ca’ Foscari, si riuniranno il 29 novembre nelle più grandi piazze italiane, anche per sostenere il capoluogo veneto che in questi giorni sta attraversando dei momenti difficili.
In aggiunta anche l’Unione degli Universitari, insieme a Rete degli Studenti Medi, hanno attivato un sito internet (mareasolitale.it) dove registrarsi come volontari e segnalare le varie richieste d’aiuto.
Oggi contano più di 400 studenti, da ogni parte d’Italia, e sono in continuo crescere.  Il loro messaggio è chiaro: la campagna Marea Solidale è volta a esistere fino a che ce ne sarà bisogno ed è una denuncia alla politica che nel corso degli anni ha fatto i propri interessi.

Tutta la redazione di University Network esprime cordoglio e si stringe alle famiglie che, ancora oggi, stanno passando momenti difficili. Non siamo ignari del fatto che il maltempo ha colpito anche diverse parti d’Italia e le popolazioni di tutta la Regione Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria (ivi incluso il Patrimonio Unesco di Matera).

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