Il Politecnico di Bari guarda al futuro: l’Università al passo con l’innovazione

Greta Maggi

Se c’è una lezione che abbiamo imparato dopo questo lungo periodo di lockdown, quarantene e digitalizzazione, è che la realtà virtuale è interconnessa alle nostre vite e necessitiamo di essa più di quanto credevamo. Anche l’Università ha totalmente cambiato il suo modus operandi, digitalizzandosi sempre di più, insieme a tutti i rischi e benefici che questo comporta. Il Politecnico di Bari, proprio in virtù dei cambiamenti radicali della società, guarda al futuro: l’Università ha bisogno di stare al passo con l’innovazione. Per questo motivo, oltre che per migliorare la proposta educativa degli studenti, negli ultimi mesi il Politecnico pugliese ha guardato al futuro, adottando macchine virtuali e cloud Microsoft.

Riorganizzazione e migrazione verso il virtuale 

Il Politecnico di Bari, unico politecnico presente nel sud d’Italia, ha festeggiato proprio lo scorso settembre i suoi primi 30 anni, dichiarandosi “sempre alla ricerca del futuro”. La promessa è stata mantenuta. L’ateneo pugliese si è infatti incamminato verso una riorganizzazione interna, focalizzandosi sul progresso tecnologico dell’ateneo.  

Nell’ultimo decennio, l’aumento del numero di iscrizioni insieme all’innovazione tecnologica senza precedenti hanno portato a profondi cambiamenti. Nonostante non fosse scontato e semplice, dato il budget a disposizione, il Politecnico barese ha comunque optato per la sostituzione di molti server ormai obsoleti. In aggiunta, la collaborazione con Microsoft per cloud è stata un rilevante segno di modernizzazione, con l’auspicio di implementare molte altre soluzione tecnologiche negli anni a venire. 

Grazie a ciò, studenti, docenti e ricercatori hanno la possibilità di frequentare gli spazi digitali a loro dedicati a qualsiasi ora e giorno della settimana. Beneficeranno di questa evoluzione soprattutto coloro che avevano difficoltà nel presenziare le lezioni o frequentare le aule per motivi di spazi. Difatti sono queste, tra le altre, le conseguenze del cambiamento dell’offerta educativa generate dalla pandemia.

Innovazione: l’effetto collaterale della pandemia 

L’innovazione tecnologica che la pandemia ha portato è stata considerata da molti esperti una semplice accelerazione di quello che sarebbe comunque successo nel futuro prossimo. All’inizio del 2020 avevamo le necessità ma non gli strumenti. Ora si è optato, ove possibile, per cambiamenti radicali investendo nel digitale, per creare così un’offerta al passo del periodo che stiamo vivendo.

Il Politecnico ha adottato Microsoft 365,  Windows Virtual Desktop per la virtualizzazione dei suoi laboratori, oltre a Microsoft Azure e Microsoft Lab Services. Un pacchetto completo che fa ben sperare per il futuro dell’istituto.

Michele Ruta, docente e delegato del Rettore per la digitalizzazione, commenta così il percorso intrapreso: “Due elementi importanti in questo percorso di migrazione al cloud e virtualizzazione sono stati il passaggio indolore tra le soluzioni on-premise e quelle basate sul Web della piattaforma Microsoft 365, per cui gli utenti quasi non si sono accorti della transizione, e le convincenti garanzie di cybersicurezza implementate da Microsoft, senza le quali ovviamente non avremmo preso in considerazione la loro tecnologia“.

Un punto di svolta per l’unico Politecnico presente nel sud d’Italia? Le premesse promettono bene!

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