Il Tecnopolo di Big Data: l’innovazione a Bologna

Maria Pilo

Il Tecnopolo di Big Data che sarà costruito a Bologna grazie allo stanziamento di 800 milioni di euro, è un progetto ambizioso e importante. Sarà destinato ad ospitare uno dei più potenti sistemi di ricerca e calcolo in Italia e in Europa e si candida come sede dell’Università dell’ONU.

Il Tecnopolo di Bologna

Sorge in un’area di 120mila mq, sarà un importante centro di ricerca per il nostro Paese e potrebbe ospitare la nuova Università dell’ONU. L’area è già sede dell’ICSC (centro nazionale per il supercalcolo) e del data center dell’ECMWF (centro europeo per le previsioni meteo), inaugurato lo scorso 18 ottobre. Inoltre è prevista anche l’apertura di altri centri che confermeranno l’importanza di Bologna nella ricerca. Tra questi, il centro Enea per l’economia circolare e quello del Cnr per la ricerca dei materiali.

A sottolineare l’importanza del luogo è Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico dell’Emilia-Romagna, in occasione del convegno Ifab (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development):

“Questo luogo incredibile è il frutto di un pensiero paziente e intelligente iniziato nel 2015, condiviso e portato avanti con un gioco di squadra tra pubblico e privato che ha permesso di aggiudicarci progetti senza i quali il nostro Paese avrebbe perso l’occasione di essere in prima fila nel mondo.”

Il “Supercomputer HPC Leonardo”

Il 24 novembre sarà inaugurato il “Supercomputer HPC Leonardo, uno dei tre “cervelloni” più performanti al mondo. L’evento vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della Presidente della commissione europea Ursula von der Leyen. La creazione di Leonardo è stata attuata grazie allo stanziamento di 240 milioni di euro (metà stanziati dall’UE e metà dall’Italia). In aggiunta, come afferma Francesco Ubertini, presidente del comitato scientifico internazionale di Ifab e Cineca: “Abbiamo già ottenuto l’ok per altri 50 milioni di risorse, sempre al 50% tra Bruxelles e Roma per un suo upgrade, battezzato Lisa, che installeremo tra fine 2023 e 2024”.

Nel futuro

Bologna continuerà a puntare in alto. Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN e della Fondazione ICSC spiega le prossime due sfide. La prima sarà sviluppare in quest’area le Cpu (i microprocessori). La seconda sarà quella di realizzare il primo prototipo di computer quantistico.

Tuttavia, per un progetto di questo calibro, occorrono lavoratori di talento. Nonostante l’Università di Bologna sia riuscita a richiamare Luciano Floridi (presidente del comitato scientifico internazionale di Ifab ed ex professore dell’Università di Oxford) e il fisico e studioso internazionale nel campo del Quantum Computing Tommaso Calarco, progetti così ambiziosi richiedono personale numeroso e qualificato. Infatti, a lavorare nel Tecnopolo saranno 1500 ricercatori. A questo proposito, la proposta di Sonia Bonfiglioli, presidente del Bonfiglioli Group, è quella di moltiplicare di almeno 4-5 volte il numero degli studenti di ingegneria.

In conclusione, sfide come quella dei Big Data, saranno possibili anche e soprattutto grazie alla formazione dei giovani studenti e ricercatori.

Lascia un commento