Il virus non ferma il cuore della Lombardia

Fiorella Verde

I crescenti numeri dei contagi da Coronavirus stanno mettendo a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale oltre che quelli regionali. I pazienti aumentano e i posti letto a disposizione diminuiscono, soprattutto in Lombardia, la regione più colpita. Ma non sono solo le strutture ospedaliere a far fronte all’emergenza.

A fare da spola tra gli ospedali e le abitazioni sono infatti gli operatori del 118, al centralino o alla guida delle ambulanze. Le emergenze di questi giorni stanno sottoponendo il SSN ad uno stress enorme.

La costante lotta contro il virus

Il virus avanza ma non ferma il cuore della Lombardia. Grazie alle associazioni di volontariato sono state aggiunte 45 nuove ambulanze al numero ordinario di mezzi a disposizione e sono state effettuate ulteriori assunzioni temporanee.

Nonostante le misure precauzionali, la quarantena e l’introduzione di nuovi mezzi, rimane il rischio che vengano compromessi i normali servizi di assistenza e tutela dei pazienti non affetti da Coronavirus. Perciò Areu, durante l’ultima Consulta di Soccorso (che comprende Anpas, Croce Rossa Italiana, Croce Bianca…) ha chiesto un ulteriore sforzo ai volontari.

Il coraggio di chi non si tira indietro

La risposta dei lombardi all’appello di Areu è stata strabiliante. Sono oltre 50mila i volontari che prestano servizio senza ricevere alcun tipo di compenso, tra coloro che guidano le ambulanze e chi risponde notte e giorno alle telefonate della linea d’emergenza che Regione Lombardia ha istituito per il Covid-19.

Gli eroi silenziosi

La collaborazione offerta dai volontari è enorme. Grazie alla loro esperienza e formazione continuano ad essere in servizio, al pari di medici e infermieri, mantenendo alta la consapevolezza e la serietà della situazione.

Gli uomini e le donne che in questi giorni hanno intensificato la loro attività volontarie non solo si devono confrontare con la paura del virus, ma anche con le carenze di materiale. Lo strumento essenziale e più difficile da reperire sono le mascherine, senza le quali agire non è sicuro. «Abbiamo fatto un ordine da 100 mila mascherine, ma sono state sufficienti solo per i primi giorni di emergenza» fa sapere il presidente della Croce Bianca, Vincenzo Tresoldi.

Gli aiuti non mancano

Nei giorni scorsi è giunto un aiuto da Amazon Italia, che ha donato ad Areu mascherine a tre strati, occhiali protettivi, camici impermeabili, cuffie, calzari e guanti.

Nonostante ciò i dispositivi sanitari non sono mai abbastanza, e i 50mila volontari lombardi ogni giorno si mettono a sevizio della comunità, rischiando la propria salute e quella della loro famiglia.

La lotta è di tutti, ed è anche per loro, oltre che per noi stessi, che in un momento così delicato dobbiamo attenerci il più possibile al Decreto Ministeriale, rispettando i divieti e restando a casa.

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