Immuni: perché scaricare l’app del Governo

Manlio Adone Pistolesi

Immuni, la nuova app sviluppata dal Governo insieme a Bending Spoons, può essere scaricata dagli store Apple e Google. L’applicazione di tracciamento inizierà lunedì 8 giugno una fase di test in quattro regioni italiane, per poi essere adottata a pieno regime dall’intera Penisola. Secondo lo studio di Oxford, per avere successo Immuni dovrà essere utilizzata dal 60% della popolazione, mentre fonti governative assicurano che basterà raggiungere una percentuale più bassa.

Il ritardo e la partenza in step

Bending Spoons, azienda di software, ha vinto a metà aprile il bando del governo per realizzare una app di tracciamento in accordo ai regolamenti europei. Infatti, con l’apertura dei confini nazionali e internazionali, le singole applicazioni di ogni Stato dovranno dialogare tra di loro anche al di fuori del Paese di appartenenza.

Immuni, nei piani del Governo, doveva essere un pilastro della cosiddetta fase due. Ma, per questioni relative alla privacy e alla piattaforma di supporto, il lancio ha subìto ritardi fino a martedì 2 giugno, giorno del rilascio. Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia inizieranno a testare l’app prima delle altre regioni: sarà valutata la risposta del sistema sanitario in zone dove il contagio è basso. Dal 15 giugno ogni regione italiana integrerà Immuni al proprio sistema regionale.

L’obiettivo è di avvertire il prima possibile i soggetti venuti a contatto con infetti acclarati, in modo che si possano tutelare o possano prevenire una diffusione ulteriore del virus. L’applicazione cercherà di risolvere la variabile imprevedibile degli asintomatici, in modo da accelerare la risposta della sanità italiana e al contempo il ritorno alla normalità.

Inoltre, Stefano Zanero, professore del Politecnico di Milano, spiega all’ANSA: “Manca però il codice sorgente relativo alla parte del server che gestirà le informazioni sugli infetti”.

Come funziona

Immuni si struttura intorno a sei princìpi chiave:

  • Utilità, ovvero notificare alla percentuale più alta di utenti, qualora a rischio, la loro situazione;
  • Accessibilità, al numero maggiore di dispositivi e range di età, con un’attenzione peculiare al design;
  • Accuratezza, nei confronti delle notifiche fornite ai possibili soggetti a rischio;
  • Privacy, mantenendo l’efficienza;
  • Scalabilità, cioè adattarsi alla mole di dati che riceverà con il passare dei giorni;
  • Trasparenza, ognuno potrà accedere alla documentazione relativa all’applicazione, l’app sarà open source.

L’applicazione si appoggia al sistema creato da Apple e Google per tutelare i dati dei singoli utenti. Ogni dispositivo comunicherà con l’altro attraverso il Bluetooth Low Energy. Quindi, il sistema non utilizzerà in alcun modo la geolocalizzazione. L’app conoscerà quando è avvenuto il contatto con il positivo, quanto è durato, a quale distanza, ma non potrà sapere la nostra posizione né conoscere le identità delle persone coinvolte.

Come funziona Immuni
Come funziona Immuni

Appena scaricata Immuni genera una chiave di esposizione temporanea (temporary exposure key), totalmente casuale e soggetta a cambiamento giornaliero. Inoltre, il dispositivo tramite segnale Bluetooth genera un rolling proximity identifier, desunto dalla chiave. Quando due dispositivi, poniamo due smartphone, con l’applicazione installata si incontrano, conservano nella loro memoria il proximity identifier dell’altro.

Se uno dei due risulta positivo, l’utente, seguendo le indicazioni del medico, potrà caricare la chiave temporanea sul server di Immuni. Così, l’applicazione potrà desumere i proximity identifier conservati nell’archivio del dispositivo “infetto”. Nello stesso momento, il dispositivo dell’utente venuto a contatto controlla le nuove chiavi caricate sul server dell’app, se trova un “match” attiverà una notifica per avvertire il suo utente. Quest’ultimo, all’apparire della notifica vedrà consigliarsi l’isolamento e la consultazione del proprio medico curante.

Ciò, però, non significa essere positivi, ma di essere a rischio. Sarà competenza dei medici valutare le situazioni e provvedere di conseguenza.

Cosa sa Immuni di me?

Al di là delle chiavi temporanee, al server verranno inviate solo informazioni epidemiologiche e operazionali, fondamentali per il Sistema Sanitario Nazionale. Le informazioni epidemiologiche contengono:

  • il giorno dell’esposizione al patogeno;
  • la durata del contatto;
  • una stima della distanza tra i due soggetti;
  • informazioni sulla contagiosità dell’infetto, in base ai sintomi relativi a quel giorno (trasmessi attraverso supporto medico tramite la chiave).

Ciononostante, Immuni non raccoglie:

  • Nome, cognome, data di nascita;
  • Numero di telefono;
  • Indirizzo mail;
  • La posizione e i movimenti;
  • Le identità di chi si incontra.

Ogni altro dato verrà criptato. Inoltre, tutte le informazioni verranno cancellate entro il 31 dicembre 2020.

Perché scaricare Immuni?

La domanda non si dovrebbe porre. Il dovere di uomini e cittadini consta nella protezione della comunità. Attraverso un’applicazione potremo proteggere noi stessi e gli altri, supportare il Sistema Sanitario Nazionale e accelerare il ritorno alla normalità.

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