Inquinamento ridotto dal coronavirus

Marta Buiatti

L’umanità è costretta a stare in casa a causa del covid19 e la natura ringrazia. I livelli di inquinamento si sono ridotti. Si stanno effettuando diversi studi per dimostrare come le misure di distanziamento ne siano la causa.

Le osservazioni satellitari realizzate in questo periodo da Copernicus, l’iniziativa dell’ESA per monitorare l’atmosfera, mostrano delle diminuzioni evidenti. Dalle immagini si può vedere chiaramente come le emissioni di diossido di azoto (NO2) , uno dei principali gas inquinanti che favorisce l’asma e altri problemi polmonari, siano diminuite in Europa. Il Nord Italia, una delle aree più inquinate del continente, è la zona in cui tale cambiamento si può rilevare maggiormente. Da metà febbraio la concentrazione di NO2  è diminuita del 10%.

I vari provvedimenti presi dagli stati europei per fronteggiare il virus hanno influito sull’inquinamento, determinandone una chiara diminuzione. Il rallentamento delle attività produttive e in generale degli spostamenti è stato il fattore chiave di questo effetto secondario. L’obbligo di restare in casa e lo stato di quarantena diffusa stanno avendo un risvolto positivo per l’ambiente.

Venezia

A testimoniare i primi miglioramenti sono stati i cittadini di Venezia. I residenti hanno pubblicato online le immagini dei canali, solitamente così torbidi da rendere impossibile vederne il fondale, ora invece limpidissimi. L’assenza di scarico che smuove  i sedimenti e il ricambio idrico delle maree giovano alle acque della laguna, che da tempo non si vedeva così pulita.

Le segnalazioni di questo cambiamento sono partite dal gruppo Facebook “Venezia Pulita”. Gli utenti ormai da giorni fanno notare come l’acqua sia sorprendentemente trasparente. Il blocco del traffico imposto per fronteggiare l’emergenza sanitaria ha causato un effetto positivo oltre le aspettative.


Cagliari

Un’altra testimonianza eclatante di questo risvolto positivo sulla natura ci giunge da Cagliari. I delfini si avvicinano alla banchina del porto, solitamente molto inquinata, come si può vedere nel video pubblicato da Marevivo, associazione nazionale che si batte da anni per la tutela del mare. Ancora una volta le direttive nazionali che determinano rallentamenti nei traffici e negli spostamenti via mare comporta un beneficio per l’ambiente.

Milano

Milano è un’altra città in cui l’effetto positivo delle restrizioni sta facendo effetto. È stato registrato infatti un miglioramento dei livelli di inquinamento dell’aria. A confermarlo è Green, centro di ricerca su geografia, risorse naturali, energia, ambiente e reti dell’Università Bocconi. Secondo uno studio di Maurizio Malpede, Marco Percoco e Valentina Bosetti, a Milano si è verificata una diminuzione quasi del 10% di Pm2,5, Pm10 e biossido d’azoto, proprio nelle settimane successive al contagio.

Gli studiosi di Green analizzano le rilevazioni giornaliere di decine di centraline tenendo conto delle condizioni climatiche e atmosferiche. In questo modo possono calcolare non solo il variare di concentrazione delle sostanze inquinanti ma anche la porzione dovuta al coronavirus.

Per tenere monitorate le variazioni dell’inquinamento dell’aria in tutta la Lombardia è possibile consultare il sito dell’ARPA. In questo modo si possono tenere sotto controllo i dati relativi ai componenti dell’aria e monitorare eventuali cambiamenti e miglioramenti dei livelli di inquinamento.

Anche in Cina, prima che in Italia, il blocco delle attività ha comportato degli effetti positivi. La diminuzione dell’inquinamento dell’aria prodotto da fabbriche e veicoli ha salvato decine di migliaia di persone. Il Professor Marshall Burke, scienziato della Stanford University, ha misurato i livelli di PM2,5 in quattro città cinesi. Con i dati raccolti ha calcolato gli effetti della mortalità in tutta la nazione arrivando ad affermare come due mesi di riduzione dell’inquinamento abbiano salvato la vita di 4000 bambini sotto i 5 anni e 73000 adulti over 70. Il suo studio è stato pubblicato su G-Feed, un blog di sette scienziati del Global Food, Environment and Economic Dynamics.

Si auspica che alla luce di questi effetti positivi avvenga una presa di coscienza collettiva. È necessario comprendere l’importanza di proteggere il proprio Pianeta, e chissà che si possa uscire dall’emergenza attuale più consapevoli di quelli che sono i valori veri. In primis il valore universale della salute, oltre che dell’uomo anche della natura, alla quale, volenti o nolenti, saremo sempre legati.

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