L’indagine della Cattolica: gli italiani si vaccineranno?

Manlio Adone Pistolesi

Un’indagine della Cattolica di Cremona ha analizzato gli atteggiamenti e i comportamenti degli italiani durante le riaperture. Lo studio si fonda su 1.004 casi intervistati tra il 12 e il 18 maggio scorso. I risultati non servono solo a comprendere le dinamiche psicologiche e sociali dei cittadini, ma anche a indirizzare la comunicazione politica e l’educazione sanitaria pubblica.

Come funziona il questionario

Fase 2 del COVID-19: tra preoccupazioni e comportamenti di consumo. Così si intitola il report pubblicato da EngageMinds HUB, il primo Centro di Ricerca italiano che studia le condotte di salute e gli stili alimentari degli italiani.

Il report di giugno si struttura su un modello, PHE-Model, teso a valutare e promuovere l’engagement. Quest’ultimo è un parametro che descrive la partecipazione e il grado di attenzione di ogni persona alla propria salute e a quella collettiva. Il modello ha anche una sua scala, PHE-Scale, che divide i soggetti in 3 possibili stadi di engagement:

  • Allerta, chi è spaventato dall’emergenza sanitaria e mette in atto dei comportamenti controproducenti alla funzionalità e all’efficienza del sistema sanitario. Vengono definiti non ingaggiati;
  • Accettazione, chi si trova in uno stadio intermedio, sta metabolizzando le conseguenze della pandemia, ma non applica ancora metodologie coerenti al rischio sanitario;
  • Equilibrio, chi ha raggiunto il pieno engagement, cioè ha accettato la situazione attuale e si sforza a cercare una normalità ulteriore. Sono persone che contribuiscono all’efficienza della risposta sanitaria.

Il questionario è stato condotto tramite CAWI (Computer Assisted Web Interview). Le domande hanno registrato l’engagement dei soggetti e il loro comportamento relativo a cinque focus:

  • Preoccupazione e risk perception;
  • Consumer sentiment;
  • Responsabilità verso COVID-19;
  • Rapporto con Sanità e Politica;
  • Orientamento verso app Immuni.

I risultati dell’indagine della Cattolica

L’indagine promossa da Castellini G., Palamenghi L., Savarese M., Barello S., Graffigna G., evidenzia la psicologia della comunità, stremata dal lockdown, all’inizio delle riaperture.

La preoccupazione negli intervistati per l’epidemia, in una scala da 1 a 10, tocca 7,5. In una precedente rilevazione condotta sempre da EngageMinds HUB, ci si fermava a 6. Il risultato attuale non è dovuto a un aumento della percezione del rischio di contagio, che rimane stabile, ma all’aggravarsi della preoccupazione relativa alla propria situazione economica. Infatti, due italiani su tre considerano la propria posizione economica “abbastanza o molto a rischio” a causa del COVID-19.

Inoltre, anche gli orizzonti temporali dei casi studiati non sono rosei: alla domanda “Fra un anno pensa che la sua famiglia starà finanziariamente meglio o peggio?”, il 37% risponde “peggio”.

Nel frattempo diminuiscono drasticamente le persone in “equilibrio”, -10%, e aumentano quelle in “allerta”, +12%. Mentre coloro nello stadio intermedio mantengono la maggioranza sul totale, 59%.

Invece, a livello sanitario e governativo si registrano dati antitetici. Gli italiani hanno, generalmente, fiducia nella sanità del Paese e nella ricerca scientifica. Mentre, per quanto riguarda la politica, aumentano le preoccupazioni e le ansie dei cittadini. All’affermazione “Ho piena fiducia nelle istituzioni” solo il 33% si trova “in accordo” o “Molto in accordo”.

Infine, sull’eventualità di scaricare l’app Immuni, il 30% dei casi manifesta la propria contrarietà.

Vaccino? No, grazie

Di qualche giorno fa è la notizia dell’accordo raggiunto con AstraZeneca per la fornitura, fino a 400 milioni di dosi, del vaccino in fase di sperimentazione a Oxford con un contributo italiano.

Gli italiani, però, non sembrano entusiasti all’idea di assumere il vaccino anti-Coronavirus. Almeno a quanto rileva l’indagine della Cattolica. Infatti, il 41% dichiara “ per niente probabile” o “tra il probabile e il non probabile” la propensione a vaccinarsi.

Un risultato destabilizzante se raffrontato alle sfide e alle sofferenze che il Paese ha dovuto affrontare. Ma non tutto è definitivo per la psiche umana, quando il vaccino sarà effettivamente disponibile gli scettici e gli incerti potrebbero cambiare idea. Così dichiara a La Repubblica Guendalina Graffigna, ordinario di Psicologia dei consumi e a capo dell’indagine della Cattolica.

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