L’Università della Calabria sulle orme di Indiana Jones

Manlio Adone Pistolesi

Chi non ha sognato a occhi aperti dopo aver visto un film della saga di Indiana Jones targata Spielberg? Luoghi inesplorati, civiltà sconosciute e dai mille tesori da tutelare, il tutto condito da sana azione hollywoodiana e una storia d’amore. L’Università della Calabria dal prossimo anno accademico proporrà un corso magistrale che di fiction ha ben poco poiché teso a contrastare pratiche criminali e terroristiche. L’eroe non vestirà borsalino e camicia sbottonata, ma i vestiti casual di un qualsiasi universitario. Ciononostante il suo compito avrà una serietà e un’importanza che supereranno quelle dell’eroe filmico.

L’Università della Calabria in difesa dell’arte

L’Università calabrese attiverà il corso in Intelligence per la legalità e tutela del patrimonio culturale e archeologico dal prossimo anno accademico. La sua particolarità ha già fatto notizia in Europa. D’altronde la creazione della nuova laurea magistrale si inserisce in un’ottica già supportata dal Consiglio delle Nazioni Unite che sottolinea:

La necessità di avviare forme di cooperazione internazionale […] tra i diversi soggetti coinvolti nella tutela del patrimonio, investendo sulla formazione per rafforzare le misure preventive

Consiglio dell’ONU

Quindi, le nuove figure costituiranno dei veri e propri “caschi blu della cultura”, come sono già stati definiti. 

Gli studenti che accederanno al nuovo corso dell’Università della Calabria dovranno affrontare studi pluritematici e afferenti ad altri percorsi universitari. Il futuro detective del patrimonio culturale studierà: Archeologia classica, Archeologia della Magna Græcia, Diritto penale e sicurezza nazionale, Knowledge and document management. Ovviamente non mancheranno i laboratori pratici. 

Gli studenti si concentreranno con particolare attenzione sulla storia dei Paesi islamici e dei terrorismi mediorientali, anche alla luce delle recenti distruzioni perpetuate dall’ISIS a Palmira e non solo. 

I possibili sbocchi

Ma all’atto pratico i futuri laureati cosa faranno? Alla fine del percorso universitario due sono le strade che si apriranno loro: quella come Archeologo giudiziario e quella come Analista di intelligence per i beni culturali.

Nel primo caso il professionista entrerà a far parte di organizzazioni, private, nazionali o transazionali, con il fine di valutare e proteggere i beni culturali. Oppure potrà ricoprire ruoli all’interno dell’archeologia preventiva e infine essere coinvolto in azioni contrastanti il fenomeno del commercio clandestino di opere d’arte. 

L’Analista di intelligence invece studierà i “fenomeni di minaccia che interessano i beni archeologici” e collaborerà con amministrazioni locali e non

Professionisti, quindi, e non personaggi immaginari. Eroi che difendono la cultura nel mondo.

Lascia un commento