La Sapienza. Il ritorno per gli esami in presenza

Fiorella Verde

Dopo essersi conquistata il titolo di miglior Università italiana secondo Cwur, la Sapienza è capofila anche del ritorno in aula per gli esami in presenza. Ed è toccato a Chiara Benedetto (22 anni) essere la prima a tornare in aula per sostenere un esame orale dal vivo. «Ho dato un esame anche in videoconferenza ad aprile – ha dichiarato a Il Messaggero – non è la stessa cosa». Alla fine Chiara ha riportato a casa un magnifico 27 in Dinamica degli inquinanti e risanamento dei siti inquinati.

Esami in presenza: il sondaggio de La Sapienza

Come lei, però, tanti sono i ragazzi che non vedono l’ora di tornare a vivere a pieno l’Università. Negli ultimi tempi, infatti, il Rettore Eugenio Gaudio aveva lanciato tra gli studenti un sondaggio per sapere chi se la sentiva di tornare a frequentare l’Università per sostenere gli esami. L’80% ha risposto con grande entusiasmo.

Oltre Chiara Benedetto, sono stati ben 108 gli studenti a varcare le porte dell’Università per sostenere esami scritti e altri 4 per gli orali. Un grande passo avanti per un ritorno alla normalità, quello della Sapienza, pur mantenendo la modalità degli esami da remoto per coloro che ancora non se la sentissero di sostenerli dal vivo.

Le testimonianze

“Durante gli esami a distanza la tua risposta sembra irreversibile e ti condanna” ha raccontato  Igino De Bellis (21 anni). «In presenza invece se c’è un errore lo recuperi grazie al ragionamento guidato del professore. Gli esami da remoto erano una fatica: scrivevo su un foglio la formula a caratteri cubitali, dalla webcam non si vedeva bene, dovevo cancellare, riscrivere più grande ancora, poi  si perdeva il filo del discorso».

In questi mesi Igino ha dato due esami, Chimica industriale (voto 20) e Geochimica (voto 18). Ma la differenza tra esami a distanza ed esami dal vivo si è sentita parecchio, quando solo pochi giorni fa ha presenziato all’esame orale di Processi ed impianti, riportando a casa un bel 24.

Non è da sottovalutare infatti l’impatto emotivo e psicologico che i mesi di quarantena, uniti alla didattica a distanza, hanno avuto sugli studenti universitari. Disturbi del ciclo del sonno, problemi di concentrazione, calo del rendimento scolastico, sono tutte conseguenze di questi mesi difficili.

Gli scritti

Diverso invece l’approccio per gli esami scritti. «Le prime ore sono state difficili: fare l’esame con la mascherina è complicato, il cervello ha bisogno di essere ossigenato e la respirazione non è ottimale». Queste le parole di Roberto Chiarantano (20 anni).

«È andato tutto bene, ecco ora bisogna aspettare 24 ore» ha detto la professoressa Maria Pia Donzello, a proposito dei compiti consegnati. Secondo le nuove misure precauzionali, i fogli degli esami devono essere infatti impacchettati in una scatola apposita. Questa verrà lasciata aperta in una stanza arieggiata per far “respirare” i fogli protocollo. Solo dopo un intero giorno i compiti saranno toccati e corretti. 

La Sapienza, con il ritorno degli esami in presenza, cerca così di riprendere il contatto emotivo interrotto negli ultimi mesi.

Lascia un commento