Laurea italiana in un Paese estero? Oggi si può

Giorgia Gaccione

In un mondo sempre più globalizzato un titolo di studio in un Paese estero può fare la differenza nel mercato del lavoro. Ma spesso gli studenti si trovano a scontrarsi con ostacoli burocratici e rinunciano alla loro esperienza universitaria. Al giorno d’oggi ci sono molte possibilità per gli studenti che desiderano fare un esperienza di studio all’estero (Erasmus). Se, invece, si desidera frequentare un corso di laurea in un altro Paese il tutto può diventare più complicato. Questo per il desiderio e la paura di poter tornare nel proprio Paese una volta concluso il percorso universitario all’estero.

I dati

Si stima che circa 40 mila studenti italiani ogni anno decidono di frequentare l’Università all’estero.
Invece lavorare in un Paese straniero lo compiono solamente il 4% dei neolaureati italiani all’estero. Le motivazioni che portano questi ragazzi/e a studiare fuori dal proprio paese sono svariate.
Un problema comune che porta molti neolaureati italiani a non tornare nel proprio Paese, è anche dato dalla burocrazia del riconoscimento del titolo. Infatti, come evidenziato dal Ministero dell’Istruzione, per ottenere un riconoscimento legale del titolo di studio bisogna fare richiesta di equipollenza del titolo, anche all’interno dell’Unione Europea. Pertanto non esiste alcuna forma di riconoscimento sovranazionale o automatico tra differenti Paesi. Queste complicanze portano molti neolaureati italiani a restare nel Paese dove hanno frequentato il corso di studio. Tutto ciò comporta un incremento sempre maggiore di “fuga di cervelli” dal Bel Paese.

Alcune soluzioni

Per contrastare questo fenomeno sempre più frequente, l’agenzia esecutiva per l’istruzione dell’Unione Europea (EACEA) ha ideato dei programmi di studio che rilasciano titoli “congiunti”. Attestati di laurea validi in più di un Paese senza l’iter burocratico di riconoscimento.
Ne è un esempio il programma EMJMD (Erasmus Mundus Joint Master Degree) che è un programma integrato di studio internazionale, erogato congiuntamente da un consorzio internazionale di istituti di istruzione superiore. Consiste in un percorso universitario magistrale articolato in diversi paesi dell’UE. Al termine della carriera, lo studente ottiene un attestato di laurea congiunto, valido in tutti i Paesi in cui ha frequentato e sostenuto esami.
Un esempio diverso è rappresentato da Università private, in cui sono presenti corsi di laurea erogati interamente in italiano, ma in un altro ?Paese. Come l’Università Cattolica “Signora Del Buon Consiglio” a Tirana in Albania. Questa rappresenta un’alternativa allettante agli aspiranti medici che non sono riusciti a superare il test di ingresso nazionale in Italia.

Sempre di più sono presenti progetti dell’UE o di Università che costituiscono alternative percorribili, specialmente per chi ha il desiderio di fare un’esperienza completa di studio all’estero. Tutto questo, senza precludersi la possibilità di poter tornare un giorno nel proprio Paese.
Sono possibilità aperte verso una visione più globalizzata e circolare della cultura. Tali progetti promuovono una formazione accademica ma anche culturale dei giovani, con meno iter burocratici e con la speranza reale di un ritorno.

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