Università online, addio a psicologia

Elisa Belussi

Il 10 gennaio 2020 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha pubblicato un comunicato che ha annunciato l’impossibilità di somministrazione, da parte delle università online, di alcuni corsi di laurea. 

Il decreto del 23 dicembre dell’ex ministro Fioramonti ha reso i corsi di psicologia a frequenza obbligatoria. Decreto in linea con il D.L Lorenzin del 2017, che le ha riconosciute come discipline sanitarie.

Saranno coinvolti i corsi di laurea triennali di scienze e tecniche psicologiche, scienze dell’educazione e servizio sociale, oltreché i corsi magistrali di scienze pedagogiche e psicologia.

La modifica sarà attivata solo sulle nuove immatricolazioni, ovvero per l’anno 2020-21.

Le proteste degli studenti e i vantaggi dell’e-learning

Gli studenti stanno rivendicando gli innumerevoli vantaggi dell’e-learning, che ad oggi offre una didattica completa, con diversi vantaggi per chi ne usufruisce. 

Secondo gli universitari, l’Italia è “refrattaria al cambiamento” nei confronti di un nuovo modello di apprendimento.

Le università online hanno visto una forte crescita negli ultimi anni. Come riportato da Adnkronos, il numero degli studenti è continuamente in crescita: dai meno di 40mila iscritti del 2010/11, agli oltre 93mila del 2017/18.

Zero costi di affitto e di trasporto, la concreta possibilità di lavorare e portare avanti gli studi allo stesso tempo. L’e-learning ha permesso a tante persone di realizzare il proprio percorso universitario nonostante le difficoltà.

L’opinione dell’Ordine degli Psicologi

Per l’Ordine degli Psicologi le lauree telematiche sono “assolutamente incompatibili con la natura sanitaria della professione”. Il decreto legge viene considerato come “un’importante vittoria” per il presidente Fulvio Giardina, poiché la frequenza e la partecipazione alle attività didattiche proposte dai corsi di laurea sono fondamentali per l’apprendimento della professione.

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