Le città post COVID-19 oggetto del concorso UniFi

Manlio Adone Pistolesi

La pandemia scoppiata nell’inverno dello scorso anno ha cambiato tutto. Dall’istruzione che ha dovuto reinventarsi con nuovi metodi e strumenti alle vite di ognuno di noi, completamente stravolte. Il nuovo DPCM ci ha fatto ritornare in un nuovo lockdown e le prospettive non sono più rosee. 

Ma il concorso lanciato dall’Università di Firenze si impegna a immaginare il futuro che ci aspetta, da qui a poco, con la distribuzione del vaccino. Un futuro che trarrà spunto dalla fase di emergenza vissuta e che ripenserà le città post COVID-19. Perché il futuro inizia ora e noi siamo i suoi artefici. Questa è la mission di Un-locking cities.

Le città post COVID-19: l’obiettivo e le tracce di Un-locking cities

Il concorso bandito dall’Ateneo fiorentino gode del patrocinio del Comune di Firenze e del DIDA (Dipartimento di Architettura). Un-locking cities si prefigge di ripensare le nostre comunità funzionalizzando il periodo di crisi attuale. Infatti, la pandemia riveste un’occasione cruciale, nonostante il suo carattere infausto, per rimodulare la visione che abbiamo del mondo che ci circonda. Non solo una possibilità di studio e ricerca, ma anche e soprattutto un modo “per inventare il futuro piuttosto che reagire ad esso”. Inoltre, il concorso responsabilizza il ruolo del progettista, veicolo di valori civili con le sue creazioni.

Un-locking cities propone cinque tracce di lavoro su cui i concorrenti dovranno lavorare, anche scegliendone più di una. Particolarità di ciascuna di esse è la loro interdisciplinarietà e transdimensionalità, caratteristiche che si incontrano anche nella costituzione delle squadre – se non si vorrà correre singolarmente. Infatti, i partecipanti potranno unirsi in gruppi di quattro persone dove solo uno di essi dovrà appartenere obbligatoriamente alla Facoltà di Architettura o affini. Mentre i restanti potranno provenire da facoltà del tutto diverse. Le tracce analizzano temi attuali inserirendoli in un dialogo tra ambienti:

  1. La città tra le mura di casa: come progettare le contaminazioni degli spazi dell’abitare?
  2. Luoghi e forme di apprendimento: come la scuola si proietta al di fuori dell’aula?
  3. Mobilità e nuove forme di interazione: come cambieranno i nostri spostamenti?
  4. Prossimità e distanze spaziali: quali nuovi significati urbani e sociali?
  5. Nature urbane e nuovi equilibri ecosistemici: quale ruolo futuro per gli spazi aperti?

Le modalità e tempistiche di partecipazione

I partecipanti dovranno inviare un progetto grafico e un testo, non superiore alle 5.000 battute, all’indirizzo mail [email protected]. Potranno partecipare tutti gli studenti di ogni Università italiana, anche i neolaureati 2019/2020. La partecipazione è completamente gratuita e la scadenza è fissata per il 20 novembre. Il primo classificato riceverà un premio di 500 euro.

Per ulteriori informazioni si rinvia al bando di iscrizione.

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