Lezioni registrate: il caso dell’Università di Pavia

Giorgia Fossati

Da metà ottobre circa la capienza delle aule universitarie è tornata del 100%.
Niente più metro di distanziamento: con mascherina e green pass si possono occupare tutti i posti in ateneo.
Alcuni atenei permettono comunque di continuare a seguire a distanza, garantendo lo streaming dei corsi o caricando le lezioni registrate.
Negli ultimi due anni la didattica a distanza ha sicuramente comportato alcune difficoltà.
Innegabili però anche le diverse potenzialità emerse.

Il caso di Pavia

Proprio in merito alle potenzialità della DAD, si è espresso Francesco Svelto, Rettore dell’Università di Pavia. Il Rettore ha infatti dichiarato in un messaggio agli studenti:


Il ritorno alla pienezza della vita universitaria è sempre stata in questi mesi la stella polare. Ma non deve indurci ad archiviare sbrigativamente quanto di buono l’esperienza digitale ci ha lasciato. […] Dobbiamo proseguire verso modalità didattiche blended

Messaggio del Rettore dell’Università di Pavia agli studenti

Ad oggi la situazione nell’ateneo pavese non sembra però seguire appieno questa linea.
Secondo un decreto dello stesso Rettore, i docenti sono tenuti a caricare online le lezioni registrate e tenerle disponibili per almeno 15 giorni. Ma gli studenti riportano che in alcuni dipartimenti questo non venga fatto: non tutti i professori registrano le lezioni. Spesso le caricano a distanza di troppo tempo o rendono disponibili solo le diapositive.

La petizione

Gli studenti insoddisfatti dalla situazione, si sono lamentati.
Il gruppo studentesco Azione Universitaria ha promosso una petizione in merito sulla piattaforma change.org.
Nel giro di pochi giorni sono state raggiunte più di 2.500 firme.
Il punto sottolineato da Matteo Chiù, responsabile di Azione Universitaria, è che i docenti possono scegliere liberamente di caricare le lezioni registrate lo scorso anno. Questo è però uno svantaggio per chi è impossibilitato a seguire in presenza. Oltre ad essere datate, le lezioni registrate un anno fa rischiano di far perdere agli studenti eventuali modifiche del programma o comunicazioni inerenti al corso.

Lezioni registrate: una risorsa preziosa

Frequentare l’Università non più tramite uno schermo è sicuramente un successo, oltre che un diritto degli studenti. Il mondo universitario è fatto anche di contatti umani, scambi con i docenti e con i compagni. Una cosa però non esclude l’altra. Sfruttare ciò che la pandemia ci ha insegnato per rivedere il modo di fare didattica potrebbe andare a nostro favore.
La disponibilità di lezioni registrate aggiornate è uno strumento prezioso non solo per quanto riguarda lo studio. Frequentare le lezioni è un diritto, ma purtroppo non la soluzione ottimale per tutti. Ci sono gli studenti lavoratori, quelli iscritti part time, c’è anche chi in questo momento delicato non può permettersi un affitto da fuori sede o l’abbonamento dei mezzi.

Nell’ottica di un’istruzione sempre più inclusiva, la DAD e la registrazione dei corsi si rivelano quindi un’ottima soluzione.

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